La prevenzione delle patologie sessualmente trasmesse non deve conoscere “stagionalità”, ma è risaputo che proprio d’estate aumenti il rischio di contrarre una malattia venerea, specialmente tra gli adolescenti. L’estate infatti è per eccellenza la stagione del divertimento, delle nuove esperienze e spesso anche delle nuove conoscenze, soprattutto per i più giovani. Questo clima di relax, innalza la soglia dei comportamenti a rischio che possono portare a contrarre una malattia sessualmente trasmissibile (partner sessuali occasionali, rapporti non protetti, etc.).

Giovani e informazione sui rischi: uno scenario allarmante

E’ proprio di febbraio 2017 infatti il report del Censis sulla conoscenza e percezione del rischio per le infezioni sessualmente trasmesse (IST) tra i giovani in Italia.. E i risultati sono piuttosto preoccupanti, visto che dall’analisi risulta che in media gli adolescenti fanno confusione tra prevenzione e contraccezione.

Il 92,9% di chi ha avuto rapporti sessuali completi ha dichiara di stare sempre attento per evitare gravidanze, ma solo il 74,5% di questi lo fa si anche per evitare infezioni e malattie a trasmissione sessuale. Il problema non sembra molto percepito e anche la distinzione tra contraccezione e prevenzione non è sempre chiara. Il 70,7% usa il profilattico come strumento di prevenzione, ma il 17,6% è erroneamente convinto che la pillola anticoncezionale sia uno strumento per contrastare malattie e infezioni. Il 6% degli intervistati inoltre non adotta mai precauzioni perché sicuro che certe malattie si possano contrarre solo avendo rapporti con delle prostitute.

Conoscerle per evitarle: le malattie veneree più diffuse tra gli adolescenti

E’ importante quindi focalizzare l’attenzione su quali sono tali malattie, come prevenirne il contagio e impedirne la diffusione.

Malattie Sessualmente Trasmissibili (MST): definizione

Comunemente conosciute come malattie veneree, sono malattie virali o batteriche che si possono trasmettere e contrarre attraverso l’attività sessuale ma si possono trasmettere anche per altre vie.

Epidemiologia

Queste malattie costituiscono uno dei più seri problemi di salute pubblica in tutto il mondo, sia nei paesi industrializzati che in quelli in via di sviluppo.

L’incidenza delle MST nel mondo è in continuo aumento, grazie anche alla maggiore mobilità, all’aumento della tendenza ad avere rapporti sessuali non protetti e con più partner.

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Figura 1. Numero delle segnalazioni di nuovi casi di malattie sessualmente trasmissibili per anno in Italia nel periodo 1991-2011. Fonte: “Istituto Superiore di Sanità”.

Adolescenti: la categoria più a rischio

Una delle categorie più a rischio nel mondo è quella dei giovani adolescenti. La carenza di conoscenze e la difficoltà di accesso ai contraccettivi meccanici (preservativi maschili e femminili) rendono i ragazzi molto più esposti al rischio di infezioni sessualmente trasmissibili.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, dei 333 milioni di nuovi casi stimati ogni anno (escludendo l’infezione da HIV), almeno 111 interessano giovani sotto i 25 anni di età. Ogni anno, un adolescente su venti contrae una Malattia Sessualmente Trasmissibile curabile, escluse le infezioni virali, e un recente report riferisce che quasi la metà dei 19 milioni di MST riscontrate ogni anno negli Stati Uniti colpisce ragazzi tra i 19 e i 24 anni.

Inoltre, per quanto riguarda le malattie virali, va ricordato che più della metà delle nuove infezioni da AIDS ogni anno interessano giovani al di sotto dei 25 anni.

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Perché gli adolescenti?

La causa della crescente incidenza di queste patologie nei giovani è da ricondursi a vari fattori:

  1. debutto sessuale sempre più precoce (7% già tra i 13-14 anni)
  2. scarso utilizzo del profilattico
  3. promiscuità sessuale
  4. partner sessuali occasionali
  5. scarsa igiene
  6. utilizzo di sostanze che riducono le difese immunitarie come fumo, alcol e sostanze stupefacenti
  7. scarsa e spesso errata informazione sulle modalità di contagio e di prevenzione di queste malattie

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Le conseguenze per la sfera sessuale e la fertilità maschili

Molte di queste infezioni sono caratterizzate da fenomeni transitori e paucisintomatici (presenta cioè scarsi sintomi), tuttavia è sempre più condiviso il concetto che infezioni anche lievi possono dare esito a manifestazioni croniche a carico della funzione riproduttiva, sessuale ed endocrina dell’apparato riproduttivo maschile. Infatti, è noto che alcune di queste infezioni, se non adeguatamente diagnosticate e trattate, possono portare da un lato a quadri severi di alterazione seminale fino all’azoospermia sia di natura secretoria che escretoria, e dall’altro a diversi gradi di ipogonadismo e alle comorbidità ad esso correlato.

Come prevenire la diffusione?

Alla luce di queste evidenze, è necessario che negli adolescenti vengano sempre indagati gli stili di vita, le abitudini sessuali e la presenza di lesioni a livello genitale, attraverso una anamnesi che includa domande specifiche e una visita dei genitali esterni. Inoltre, qualora vi sia il sospetto di comportamenti sessuali a rischio o siano presenti lesioni compatibili per malattie sessualmente trasmissibili, il giovane dovrebbe essere inviato all’Andrologo per una diagnosi, un trattamento precoce e la valutazione dei possibili effetti collaterali indotti dall’infezione.

Bisogna inoltre ricordare che le malattie sessualmente trasmesse riguardano entrambi i partner e quindi non è il singolo soggetto a dover essere trattato ma la coppia, per ottenere l’eradicazione della malattia, impedendone così l’aggravamento dei sintomi, degli effetti collaterali e l’ulteriore diffusione.

Nessun metodo anticoncezionale è in grado di proteggere al 100% dalla possibilità di contrarre queste malattie anche se è stato dimostrato che l’utilizzo corretto del profilattico rappresenta uno strumento molto valido per ridurre in modo significativo le probabilità di trasmissione.

Pediatra e andrologo dovrebbero lavorare di concerto al fine di sviluppare nuove e più efficaci strategie di informazione, prevenzione e diagnosi precoce al fine di ridurre la diffusione di queste patologie nei giovani e di limitare al massimo lo sviluppo dei loro effetti collaterali a carico dell’apparato riproduttivo.

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Il ruolo della diagnosi precoce

Per quanto ci sia già il rischio di contrarre una malattia sessualmente trasmissibile nel corso di un unico rapporto sessuale, anche fosse il primo, bisogna puntualizzare che sono in larga parte malattie curabili e, se la diagnosi è tempestiva, non danno luogo a sequele a distanza. Infatti, una diagnosi posta precocemente permette di instaurare quanto prima un trattamento adeguato per tentare l’eradicazione della malattia e limitarne al massimo la diffusione e gli effetti collaterali.

Molte di queste malattie rimangono asintomatiche anche per lunghi periodi e pertanto il soggetto infetto non ha dolori e non presenta segni evidenti, pur essendo contagioso. Le lesioni e le infiammazioni genitali provocate dalle diverse malattie sessualmente trasmissibili aumentano consistentemente il rischio della loro trasmissione.

Le manifestazioni cliniche più frequenti ad esse collegate sono:

  • secrezioni anomale dai genitali
  • ulcerazioni, piccole escrescenze
  • arrossamenti a carico dell’apparato genitale accompagnate o meno da una sintomatologia a carico delle regioni interessate (fastidi, prurito, bruciore).

Le malattie per le quali la guarigione è in dubbio, e a maggior rischio di evoluzione, sono quelle a trasmissione virale. Tra queste, l’epatite C e l’AIDS sono sicuramente quelle più conosciute e per le quali non esistono ancora terapie in grado di debellare l’infezione.

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Gli esami diagnostici

Nel caso il paziente riferisca rapporti sessuali a rischio, particolarmente se non protetti ed in caso di manifestazioni cliniche a livello dei genitali andrebbero sempre eseguite indagini microbiologiche e/o virologiche in base al sospetto clinico su

  • urine
  • liquido seminale
  • tamponi delle regioni anatomiche interessate

L’analisi del liquido seminale consente di chiarire l’estensione del processo infettivo/infiammatorio nel contesto delle ghiandole sessuali accessorie e fornisce informazioni riguardo la qualità seminale.

Il contagio nei bambini

Tutte le malattie sessualmente trasmissibili presenti negli adulti possono essere trasmesse anche ai bambini con le seguenti modalità di contagio: intrauterino, perinatale, da contatti involontari e da abusi sessuali. In particolare, nei bambini tra i 2 e i 10 anni l’abuso rappresenta la più frequente forma di contagio da queste patologie.

 

Papillomavirus (HPV)/Condilomi

Definizione

Rappresenta la malattia sessualmente trasmissibile più diffusa nel mondo la cui manifestazione clinica può variare dalla comparsa di condilomi o verruche fino a sviluppo di patologie tumorali a livello genitale a seconda che l’infezione sia determinata da ceppi ad alto o basso rischio oncogeno.

Manifestazione clinica

I condilomi sono escrescenze papillomatose che si localizzano ai genitali, alle regioni perigenitale e perianale. Sono manifestazioni di un’ infezione da virus HPV contagiosa e trasmissibile sia per via sessuale che per altre vie e attraverso la placenta della madre malata al feto.

I condilomi acuminati si presentano dopo un periodo di incubazione che va da 1 a 8 mesi. Inizialmente si presentano come piccoli rilievi filiformi o granulosi e successivamente, crescendo, assumono l’aspetto di escrescenze ramificate o a “cavolfiore”. Hanno un colorito roseo o rosso e solitamente non provocano dolore e possono localizzarsi nella vulva e nella vagina nella donna, alla base e/o nel corpo del pene, sul glande, sul frenulo, sul prepuzio o nella regione perianale nell’uomo.

Epidemiologia

Il 75% della popolazione sessualmente attiva contrae l’HPV ma solo nell’1% delle persone l’infezione persiste fino a dare manifestazioni cliniche come i condilomi. Tale manifestazione può essere favorita da fattori quali il fumo, il diabete o una depressione immunologica del proprio organismo.

Come incide sulla fertilità

Se non curata, questa malattia presenta un decorso cronico con frequenti ricadute ma una volta eradicata dalla coppia non ricompare se non in caso di nuovo contagio. Negli ultimi anni è cresciuto l’interesse verso questo virus nel maschio grazie alla scoperta che la presenza dell’HPV nel liquido seminale si associa più frequentemente a ridotta mobilità degli spermatozoi ed all’infertilità.

 

Gonorrea

Definizione

È una infezione acuta contagiosa a trasmissione sessuale, causata da un microrganismo (gonococco) che si localizza prevalentemente a livello delle vie urogenitali (uretra nel maschio e canale cervicale dell’utero nella donna). Presenta un breve periodo di incubazione, che va dai 2 ai 5 giorni.

Manifestazione clinica

Nell’uomo si manifesta con una secrezione mucopurulenta bianco-verdastra, densa, accompagnata da bruciori e dolori soprattutto durante la minzione, fino a giungere anche alla comparsa di pustole e infezione del prepuzio con durata di circa 15 giorni.

Nella donna si manifesta con una secrezione vaginale e/o uretrale bianco-verdastra purulente. 
Quando l’infezione è localizzata in zone non genitali (retto, faringe, congiuntive) può essere asintomatica.

Come incide sulla fertilità

Se non opportunamente curata, la gonorrea può portare ad ulteriori complicanze:

  • nell’uomo a epididimite, sterilità, prostatite, infezione ghiandolare;
  • nella donna a bartolinite, gravidanza extrauterina, sterilità.

Il fatto di avere contratto la Gonorrea una volta non immunizza il soggetto dal poterla contrarre successivamente.

 

Herpes genitale

Definizione

Si conoscono due varietà di virus Herpes:

  • una responsabile dell’herpes labiale (infezione da virus di tipo 1)
  • una dell’herpes genitale (infezione da virus di tipo 2).

Manifestazione clinica

L’herpes può essere asintomatico ed essere saltuariamente rilasciato dalla cute e/o mucose infette. È una infezione a carattere ricorrente, caratterizzata dalla

  1. comparsa di piccole vescicole rotondeggianti che tendono a riunirsi a grappoli, piene di liquido chiaro, che si localizzano più frequentemente sulle labbra e sui genitali,
  2. dopo alcuni giorni le vescicole si rompono, dando luogo ad erosioni superficiali che, essiccandosi, si ricoprono di croste bruno-giallastre che scompaiono del tutto nell’arco di 2 settimane circa.

È tipica la recidiva sempre nelle stesse sedi.  E’ fondamentale curare immediatamente le lesioni genitali per evitare che si sviluppino lesioni profonde che possono lasciare importanti esiti cicatriziali.

Epidemiologia

È un virus a cui sono più soggette le donne e la probabilità di contrarlo aumenta con l’avanzare dell’età e con il numero di partner.

Chlamydia

Definizione

La Chlamydia è una delle malattie sessualmente trasmissibili più diffuse e particolarmente presente tra le femmine sessualmente attive con meno di 20 anni. Si tratta di un’infezione dovuta ad un batterio, la Chlamydia Trachomatis. Si può trasmettere o prendere la Chlamydia attraverso rapporti vaginali o anali non protetti.

Manifestazione clinica

I primi sintomi si manifestano da una a tre settimane dopo l’esposizione e possono essere molto lievi (un certo bruciore quando si urina). Tuttavia nel 75% dei casi per le donne e nel 50% dei casi per gli uomini l’infezione è addirittura asintomatica, per cui la malattia è diagnosticata per le complicanze che sviluppa.

Come incide sulla fertilità

Trascurare questa infiammazione può essere causa di sterilità: nelle donne l’azione del batterio distrugge le tube e nell’uomo porta all’occlusione dei deferenti.

In particolare:

  • Nelle femmine è responsabile di cerviciti, malattie infiammatorie pelviche e salpingite (infiammazione delle tube di Falloppio).
  • Nei maschi provoca uretriti (infiammazione dell’uretra) e epididimiti (infiammazioni dei testicoli).

 

Mycoplasma – Ureaplasma urealyticum

Definizione

Ureaplasma urealyticum è un batterio appartenente alla famiglia dei micoplasmi, particolare perché le sue dimensioni sono estremamente ridotte ed è privo di parete cellulare rendendo spesso in passato particolarmente difficoltose diagnosi e terapia. Questo germe predilige e colonizza le mucose corporee e ritrova soprattutto su quelle genitali. In questa sede, infatti, può crescere e metabolizzare l’urea con formazione di ammoniaca, da cui il nome.

Manifestazione clinica

Nell’uomo, la sua crescita incontrollata determina fastidiose infiammazioni dell’uretra dando origine ad uretriti ma anche ad infiammazioni più o meno sintomatiche di altri distretti genitali. Nel corpo umano si possono ritrovare piccole colonie di Ureaplasma urealyticum anche a livello della faringe e del retto. L’ureaplasma può essere trasmesso sia attraverso rapporti sessuali vaginali sia anali che orali. Nell’uomo, i sintomi riconducibili all’eccessiva proliferazione di Ureaplasma urealyticum risiedono principalmente nella comparsa di un bruciore fastidioso che precede la minzione.

Come incide sulla fertilità

Dall’uretra, l’infezione può facilmente propagarsi alle strutture ad essa collegate, come la prostata, gli epididimi ed i testicoli causando rispettivamente prostatiti, epididimiti ed orchiti in grado di compromettere seriamente la fertilità.

 

Candida Albicans

Definizione

È un genere di funghi normalmente presente sulla nostra cute e sulle nostre mucose e solo quando si riproduce eccessivamente, per riduzione delle difese immunitarie dell’organismo o quando si viene a contatto diretto (trasmissione sessuale) o indiretto (indumenti), dà origine alla malattia.

Manifestazione clinica

Si manifesta con emissione di secrezioni vaginali dense e biancastre accompagnate da prurito, bruciore, a volte dolore. Nel maschio si può manifestare con un’infiammazione superficiale del glande e spesso pure del prepuzio, anche asintomatica. 
L’infezione da Candida può recidivare se non adeguatamente trattata o in presenza dei fattori favorenti sopra elencati.

 

Mollusco contagioso

Dermatite infettiva di origine virale che si manifesta con piccoli rilievi, ombelicati al centro, di colore biancastro o roseo, che si possono localizzare a livello dei genitali.

 

Uretriti

Definizione

Infiammazioni dell’uretra acute o croniche, dovuta a vari agenti patogeni (gonococchi, colibacilli, stafilococchi, Mycoplasmi, Chlamydie) che si localizzano nell’uretra o nella vescica nel corso di cistiti acute o croniche. Le uretriti possono essere causate da gonococchi o da germi non gonococcici. Le uretriti non gonococciche possono essere provocate nel 25-50% dei casi da Chlamydia oppure da Trichomonas, Herpes virus, Candida, Mycoplasma.

Manifestazione clinica

Presentano un lungo periodo di incubazione che va da 2 a 3 settimane, e una sintomatologia simile alla Gonorrea ma più lieve con complicanze uguali ma più rare.

AIDS/HIV (Sindrome da immunodeficienza acquisita)

Definizione

Questa malattia è causata dal virus HIV e comporta un progressivo deterioramento delle funzioni del sistema immunitario. L’infezione si contrae per contatto diretto tra piccole lesioni della cute o delle mucose con sangue, sperma o secrezioni vaginali infette, per trasfusione di sangue o trapianto di organi infetti, per via placentare oppure, al momento del parto o durante l’allattamento, per contagio da una madre infetta al neonato.

Manifestazione clinica

L’infezione può rimanere silente per diversi anni (stato di sieropositività) o può portare a manifestazioni cliniche generiche che, nello stadio più avanzato, conducono alla morte. Dal momento in cui si è contratto il virus HIV si diventa potenziali veicoli di trasmissione.

L’unica difesa è la prevenzione

Attualmente non esistono vaccini che possono prevenire l’infezione da HIV, l’unica difesa è la prevenzione:

  • evitare rapporti sessuali non protetti sia etero che omosessuali, sia anali che vaginali o orali, con partner occasionali o con partner sospetti e nel dubbio utilizzare il profilattico;
  • non fare uso di droghe perché queste deprimono le difese immunitarie;
  • usare solo siringhe monouso ed evitarne assolutamente lo scambio o il riutilizzo; in caso di trasfusioni rivolgersi solo a centri autorizzati.

HIV: gli esami diagnostici

Se si vuole accertare il proprio stato di salute o nel caso si abbia avuto un rapporto sessuale non protetto a rischio di infezione, è opportuno eseguire il test di sieropositività (test che rileva gli anticorpi prodotti dall’organismo contro il virus HIV) dopo 1 mese dall’episodio di rischio, dopo 3 mesi e dopo 6 mesi: solo dopo questo periodo di tempo il test può essere definitivamente considerato negativo.

 

interna_tagcloudRiassumendo

I fattori che mettono più a rischio di contrarre le malattie veneree sono

  • rapporti sessuali non protetti
  • l’aumento del numero di rapporti sessuali
  • l’aumento del numero dei partner sessuali
  • il numero dei partner del proprio o della propria partner
  • scarsa igiene
  • frequentazione di ambienti non adeguatamente igienizzati (bagni pubblici, palestre, piscine, ecc.)
  • promiscuità di asciugamani per l’igiene intima
  • uso di sostanze stupefacenti
  • uso smodato di alcolici e fumo di sigaretta
  • l’autodiagnosi e l’autoterapia

 

Ultimo aggiornamento 10 / 02 / 2017