La disfunzione erettile (DE), ovvero l’incapacità di raggiungere o mantenere un’erezione sufficiente ad avere un rapporto sessuale soddisfacente, è un problema che riguarda il 13% della popolazione maschile.

La frequenza di questo disturbo aumenta con l’avanzare dell’età a partire dai cinquant’anni. Tuttavia, la percentuale di chi ne soffre tra gli under 40 non è trascurabile fino a interessare circa la metà degli over 70.

Le cause

Mentre in passato i problemi di erezione venivano attribuiti quasi esclusivamente a cause psicologiche, attualmente si considera che nella maggior parte dei casi vi sia anche un coinvolgimento organico. I difetti di erezione in realtà non sono una malattia, ma un sintomo di altri problemi che possono coinvolgere l’intero organismo. Vediamo le principali cause di disfunzione erettile, anche riassunte in fondo al testo nella Tabella 1.

Oltre all’avanzare dell’età che di per sé è fattore di rischio indipendente, nella maggior parte dei casi la DE è causata da molteplici fattori di rischio. Tra i più comuni vi sono senza dubbio le patologie vascolari e metaboliche:

sono tutti elementi che possono ridurre l’afflusso del sangue non solo al cuore o al cervello portando a infarto e ictus, ma anche al pene, provocando disfunzione erettile.

In particolare il diabete può danneggiare il sistema nervoso e i vasi sanguigni del pene compromettendo l’erezione. Per un diabetico, il rischio di andare incontro a problemi di erezione è circa 4 volte più elevato rispetto a una persona sana. In caso di pazienti obesi, ipertesi e fumatori il rischio cresce fino a 10 volte.

La maggior parte dei pazienti che hanno una patologia coronarica o un infarto riferisce di soffrire di problemi di erezione già da alcuni anni. Pertanto, poiché la DE deve essere considerata un potenziale sintomo “sentinella” di patologie cardio-vascolari, parlarne con il proprio medico può salvare la vita.

L’aumento di volume della prostata ed i disturbi delle vie urinarie spesso accompagnano i problemi di erezione, anche in relazione ai farmaci che vengono utilizzati per migliorare il flusso urinario e ridurre il volume prostatico.

L’intervento di prostatectomia radicale, che viene effettuato in caso di tumore della prostata, può provocare problemi di erezione per danneggiamento dei nervi che controllano l’erezione con frequenza molto variabile che può arrivare fino ad oltre l’80% dei casi, a seconda della tecnica utilizzata (meglio se mediante robot) o se vengono risparmiati i nervi (la cosiddetta tecnica “nerve sparing”). In questo caso il recupero spontaneo dell’erezione può avvenire dopo alcuni mesi o entro 1-2 anni.

 

Il ruolo del testosterone

E’ importante inoltre ricordare che la disfunzione erettile può essere spia di un calo dei livelli di testosterone. E’ noto che il testosterone è un indicatore importante dello stato di salute dell’uomo. Dopo i 40 anni questo importante ormone decresce gradualmente del 2% all’anno. Nei soggetti con patologie croniche quali il diabete o la sindrome metabolica, i valori possono frequentemente abbassarsi ulteriormente, andando al disotto della norma per l’età. Un valore basso di testosterone (ipogonadismo) influenza negativamente non solo la funzione sessuale ma si associa anche maggior rischio cardiovascolare, osteoporosi, diabete e obesità

Ma quali sono i sintomi suggestivi di basso livello di testosterone?

Sicuramente i 3 sintomi principali sono:

  • la riduzione delle erezioni spontanee mattutine
  • il calo del desiderio sessuale
  • una minor capacità di ottenere e/o mantenere le erezioni durante il rapporto sessuale.

Se un uomo soffre in maniera persistente di almeno uno di questi sintomi, in considerazione delle importanti conseguenze dei bassi livelli di testosterone sia sulla funzione sessuale che sulla salute generale, è importante che parlare col proprio medico.

 

Come diagnosticarla?

L’approccio di primo livello richiede poche analisi di laboratorio (glicemia, quadro lipidico, testosterone totale) e un’attenta anamnesi e visita del paziente che devono essere volte all’esclusione dei principali fattori di rischio correggibili, in particolare quelli vascolari e metabolici (quali diabete, ipertensione, obesità, dislipidemia, malattia coronarica, abuso di alcol e fumo), ricordando che la DE deve essere considerata un potenziale sintomo “sentinella” di una malattia coronarica.

Bisogna inoltre porre attenzione all’aspetto psicologico e alla relazione con la partner, in quanto a volte può essere necessario il supporto di uno psicologo o psichiatra esperti in sessuologia.

Gli esami di secondo livello, quali l’ecocolordoppler penieno dinamico (ossia lo studio ecografico del pene e ecodoppler dei flussi sanguigni delle arterie peniene cavernose dopo iniezione di un farmaco vasodilatatore) o lo studio neurofisiologico e della sensibilità del pene, devono essere effettuati nel sospetto di alterazioni vascolari, da medici specialisti (per esempio nei pazienti con incurvamenti del pene o nei diabetici in cui si sospetta un danno vascolare o della conduzione nervosa).

 Vedi anche l’intervista con il Dottor Alessandro Pizzocaro
DE: Fattori di rischio e rimedivideo

Come curarla

La prima terapia è quella di agire sugli stili di vita e sui fattori di rischio modificabili.

Innanzitutto la sedentarietà, l’iperalimentazione, il fumo, l’eccesso di alcolici e l’abuso di droghe sono fattori modificabili, la cui correzione porta ad una drastica riduzione della DE. Circa un terzo degli obesi che con opportuna dieta equilibrata ed attività fisica aerobica (per esempio corsa, cyclette, camminata a passo veloce, nuoto) ottiene un significativo calo ponderale recupera una normale funzione erettile.

Accanto alla rimozione dei fattori di rischio, la terapia di prima linea per la DE è di tipo farmacologico per bocca (orale).

I farmaci a disposizione si chiamano “inibitori dell’enzima fosfodiesterasi di tipo 5” (PDE-5i) che agiscono al livello della muscolatura liscia dei vasi del pene, inibendo un enzima (fosfodiesterasi) che riduce la dilatazione dei vasi sanguigni. In questo modo riescono a facilitare l’afflusso di sangue nelle cellule muscolari del pene.

Tutti i farmaci di questa classe (in ordine alfabetico: avanafil, sildenafil, tadalafil e vardenafil), utilizzati al bisogno o quotidianamente a basse dosi (per tadalafil), si sono dimostrati efficaci nella maggior parte dei casi ed innocui. Tutti e quattro i principi attivi oggi disponibili funzionano sbloccando la naturale risposta allo stimolo sessuale: non sono afrodisiaci e pertanto aiutano l’uomo a raggiungere l’erezione solo in presenza di uno stimolo sessuale.

Questi farmaci sono nati per favorire il flusso sanguigno al cuore e pertanto non lo danneggiano: anche il paziente cardiopatico può assumere questi farmaci, purché non sia in terapia con nitroderivati (ossia con medicine che servono a dilatare le coronarie in caso di dolore cardiaco); pertanto chi è ammalato di cuore può assumere i farmaci per l’erezione, ma esclusivamente su prescrizione e sotto controllo medico.

La combinazione di trattamento farmacologico e psicologico aiuta ad ottenere risultati migliori e in alcuni casi a guarire abbandonando il farmaco.

La terapia con testosterone funziona migliorando la funzione sessuale solo se il paziente ha valori di testosterone bassi (ipogonadismo).

In caso di mancata efficacia, si può passare a trattamenti che richiedono maggior attenzione e controllo medico quali l’iniezione nel corpo cavernoso del pene di sostanze ad azione vasodilatatrice, quali le prostaglandine, previa istruzione del paziente da parte dello specialista per insegnare la tecnica giusta e trovare l’appropriato dosaggio.

Ormai solo in rari casi si ricorre all’impianto di protesi, e generalmente vengono proposte a soggetti motivati che non rispondono o hanno controindicazioni assolute agli altri trattamenti.

Tabella 1 – Principali cause di disfunzione erettile

Vasculo-metabolica Diabete mellito, dislipidemia, obesità, ipertensione arteriosa, sindrome metabolica, vasculopatia sistemica, cardiopatia ischemica; scompenso cardiaco, trauma vascolare arterioso
Neurologica Ictus cerebri; m. di Alzheimer, m. di Parkinson; sclerosi multipla; neuropatia diabetica, neuropatia periferica; tabe dorsale; traumi spinali, traumi pelvici
Endocrina Ipogonadismo, iperprolattinemia, tireopatie, Sindrome di Cushing
Urologica disturbi delle vie urinarie (LUTS) ed ipertrofia prostatica
Psicologica Ansia da prestazione, problemi relazionali di coppia; stress; depressione
Farmaci Antipertensivi (beta-bloccanti, diuretici tiazidici,spironolattone)Antidepressivi (triciclici, inibitori MAO, inibitori reuptake serotonina),Antipsicotici (aloperidolo, risperidone), procinetici (amisulpiride, levosulpiride)Antiandrogeni (bicalutamide, ciproterone acetato),Chemioterapie (agenti alchilanti)
Abuso sostanze Alcol, fumo di sigaretta, droghe (THC, eroina, cocaina, anfetamine),
Chirurgia pelvica Prostatectomia radicale, resezione retto, sigma cistectomiaCarcinoma prostatico, retto, testicolo,
Radioterapia pelvica
Alterazioni del tessuto erettile Induratio Penis Plastica, fibrosi post trauma, priapismo
Malattie sistemiche Patologie oncologiche, HIV, insufficienza renale, insufficienza epatica