Il desiderio sessuale può essere definito come il risultato di una complessa interazione, mediata da vie cerebrali, ormoni, fenomeni cognitivi (fantasie, immagini, pensieri) ed affettività (emozioni o stati d’animo). Nel maschio, se tali meccanismi non funzionano o funzionano poco si parla di “Disturbo da desiderio sessuale ipoattivo maschile (DDSIm)”.

La sua definizione più accettata è quella che lo definisce come il deficit o l’assenza di fantasie sessuali o di desiderio per l’attività sessuale che produce sofferenza al paziente o gli crea problemi di relazione con la partner o col mondo esterno.

Il disturbo del desiderio può essere distinto in:

  • generalizzato: se caratterizzato dall’impossibilità assoluta di ideare o programmare un rapporto sessuale con qualsiasi partner
  • situazionale: se tale impossibilità è limitata a una singola partner.

La sua precisa frequenza è difficile da stabilire, oscillando tra il 3 ed il 50% dei maschi (a seconda dei diversi studi) per la difficoltà del paziente di dichiararsi affetto da tale disturbo.

Le cause

Le cause possono essere diverse:

  • Psichiche: problemi lavorativi (o altri gravi stress della vita quotidiana) o frequenti litigi nella coppia o nella famiglia
  • Relazionali: relazioni di lunga durata, malattie croniche della partner che possono ripercuotersi negativamente sul rapporto sessuale oppure un assente o ridotto desiderio sessuale da parte della partner
  • Organiche: di natura psichiatrica (depressione), ormonali (riduzione della funzione del testicolo o della tiroide) o sistemica (insufficienza epatica o renale)
  • Farmaci: antidepressivi, anti-psicotici ed alcuni antipertensivi (clonidina)
  • Sostanze d’abuso: Alcool, Amfetamine, Cocaina.

Esistono inoltre forme di DSSIm secondarie a disfunzione erettile (DE) o disturbi dell’eiaculazione, in cui il paziente rifiuta il rapporto sessuale per “paura di fallire” la sua “performance” sessuale.

La diagnosi dei disturbi del desiderio

Relativamente alla diagnosi, oltre ad un’accurata anamnesi generale, sessuologica e farmacologica (compresa l’eventuale assunzione di sostanze d’abuso), sarà fondamentale indagare sulla presenza di fattori psichici o di relazione (con la partner o con tutto ciò che ruota attorno al paziente) e distinguere fra forme generalizzate (a tutte le partner con cui il paziente ha interagito) o situazionali (che coinvolgono un’unica partner).

Un esame obiettivo generale ed andrologico dovrà poi ricercare eventuali segni specifici di malattie sistemiche (del rene o del fegato) od ormonali, come per ad esempio segni di ridotta funzione testicolare (testicoli e prostata di piccole dimensioni) o tiroidei (aumento di peso, gonfiori o perdita di capelli).

Semplici esami del sangue (TSH, testosterone, transaminasi, creatininemia) potranno poi suffragare la diagnosi di tali malattie organiche.

Quale terapia per i disturbi del desiderio?

Non esistendo farmaci capaci di aumentare il desiderio sessuale, la terapia dipende dalla causa del disturbo. Quindi, mentre in caso di disturbo dovuto a farmaci spesso è – quando possibile – rimuovere o sostituire il farmaco, in caso di ridotta funzione testicolare è necessario somministrare gli ormoni mancanti come il testosterone oppure ormoni tiroidei in caso di ridotta funzione tiroidea. Se infine il disturbo è dovuto a cause psichiche o relazionali sarà necessario un approccio psicoterapico o sessuologico mirato a ripristinare una sessualità quanto più possibile libera da pressioni, paure o ansie.