Le gonadotropine sono ormoni prodotti naturalmente dall’organismo, sia maschile che femminile, con lo scopo di promuovere e regolare la fertilità. Negli uomini farmaci a base di questi ormoni hanno dimostrato grande efficacia per curare in maniera del tutto “fisiologica” patologie come l’ipogonadismo e ripristinare la fertilità.

Cosa sono le gonadotropine e perché sono fondamentali per la fertilità

Le gonadotropine sono tre ormoni che hanno un ruolo essenziale nella crescita, maturazione e mantenimento della funzionalità delle gonadi, ossia gli organi riproduttivi, sia maschili (testicoli) che femminili (ovaie).

Le gonadotropine più conosciute sono FSH (dall’inglese Follicle-Stimulating Hormone, ormone follicolo-stimolante) e LH (dall’inglese Luteinizing Hormone, ormone luteinizzante), prodotte sia nell’uomo che nella donna dalla ghiandola ipofisaria. Alla famiglia delle gonadotropine appartiene anche l’hCG (dall’inglese Human Chorionic Gonadotropin, gonadotropina corionica) prodotto solo nella donna nelle prime fasi della gravidanza e riveste un ruolo essenziale per la sopravvivenza dell’embrione.

Nell’uomo, FSH ed LH sono fondamentali per la fertilità, in quanto regolano la spermatogenesi ovvero il processo di formazione dello spermatozoo che avviene nel testicolo. Questo delicato processo è regolato dall’asse ipotalamo-ipofisi-testicolo, che instaura un vero e proprio “dialogo” in cui il sistema nervoso (ipotalamo) collabora e scambia informazioni con il sistema endocrino (ipofisi) per regolare la funzionalità testicolare e quindi la fertilità.

 

Figura 1 – L’asse ipotalamo-ipofisi-testicolo, in cui “T” è il testosterone

Come funziona l’asse ipotalamo-ipofisi-testicolo?

L’ipotalamo produce GnRH (acronimo di Gonadotropin Releasing Hormone, ormone di rilascio ipotalamico delle gonadotropine), un ormone che ha la funzione di stimolare l’ipofisi a produrre LH e FSH. Questi due ormoni attraverso il sangue raggiungono il testicolo dove svolgono due differenti funzioni

  • FSH stimola le cellule di Sertoli, responsabili della spermatogenesi, ovvero della produzione spermatozoi;
  • LH stimola le cellule di Leydig a produrre testosterone fondamentale insieme all’FSH per attivare la spermatogenesi attraverso le cellule del Sertoli.

Qual è il ruolo delle gonadotropine nella cura dell’ipogonadismo

L’ipogonadismo è una malattia dovuta a una ridotta funzionalità del testicolo. In base alle cause è possibile distinguere:

  1. Ipogonadismo primitivo (ipergonadotropo) dovuto ad una alterazione del testicolo con una riduzione della produzione del testosterone caratterizzata da: oligospermia (pochi spermatozoi) o azoospermia (assenza di spermatozoi) e da un aumento delle gonadotropine (FSH e LH).
  2. Ipogonadismo secondario (ipogonadotropo) dovuto a una compromissione a livello della ghiandola ipofisi o dell’ipotalamo che porta a una riduzione delle gonadotropine che può determinare impotenza e sterilità.
  3. Ipogonadismo da resistenza periferica nella quale le cellule del testicolo sono insensibili, appunto, all’azione degli androgeni (testosterone).

Nel caso di ipogonadismo ipogonadotropo, poiché dovuto ad una carenza di FSH ed LH la terapia con farmaci contenenti gonadotropine è fondamentale per attivare la spermatogenesi.

Una cura a base di gonadotropine esogene in questi casi ha la finalità di correggere l’insufficienza della funzione dell’asse ipotalamo-ipofisi stimolando il testicolo in maniera “fisiologica”, perché basata su farmaci che mimano gli ormoni naturali. Per questo motivo, l’FSH viene spesso utilizzato in associazione all’hCG.

L’hCG che viene estratto e purificato dalle urine delle donne in gravidanza, ha un’azione simile all’LH infatti negli uomini stimola il testicolo (cellule di Leydig) a produrre più testosterone, essenziale insieme all’FSH, per la produzione degli spermatozoi. Quando il testicolo conserva una parziale funzionalità, la cura con gonadotropine è da preferire anche allo stesso testosterone, soprattutto in chi vuole concepire un bambino. Il testosterone, infatti, in questi casi potrebbe fare da segnale negativo per l’ipotalamo e l’ipofisi-bloccando l’asse e portando a sterilità.

L’efficacia delle gonadotropine nell’ipogonadismo ipogonadotropo ha portato al suo utilizzo, ancora del tutto “empirico”, anche nei soggetti con oligospermia normogonadotropica, ossia in chi ha un buon livello di FSH ma produce pochi spermatozoi, con lo scopo di aumentarne il numero.

L’ipogonadismo può manifestarsi anche nel bambino (ipogonadismo prepuberale) determinando un ritardo o addirittura un arresto dello sviluppo sessuale. Anche in questo caso la cura con gonadotropine ha un ruolo fondamentale in quanto stimola la produzione di testosterone e quindi favorisce lo sviluppo del testicolo e la produzione di spermatozoi durante il passaggio all’adolescenza.

Le gonadotropine (FSH, LH, hCG) hanno un ruolo cruciale per la fertilità maschile e per questo i loro valori vanno monitorati soprattutto all’epoca della pubertà, in quanto la diagnosi precoce di ipogonadismo nel bambino è fondamentale per lo sviluppo e la preservazione della fertilità nell’adulto.

Ascolta l’intervista con il Prof. Carlo Foresta sul ruolo delle gonadotropine nella salute dell’uomo

Bibliografia

Foresta C1, Bettella A, Merico M, Garolla A, Ferlin A, Rossato M. Use of recombinant human follicle-stimulating hormone in the treatment of male factor infertility. Fertil Steril. 2002 Feb;77(2):238-44.

Kim SO1, Ryu KH, Hwang IS, Jung SI, Oh KJ, Park K. Penile growth in response to human chorionic gonadotropin (HCG) treatment in patients with idiopathic hypogonadotrophic hypogonadism. Chonnam Med J. 2011 Apr;47(1):39-42. doi: 10.4068/cmj.2011.47.1.39. Epub 2011 Apr 26.

 

Ultimo aggiornamento 29/07/2016