Prevenzione e diagnosi precoce in ambito andrologico: mentre le donne hanno più consapevolezza del proprio corpo e della propria salute fin da ragazze, con i maschi non è la stessa cosa. Resistenze culturali e sociali, la fine della visita di leva e mancanza di informazione possono essere tra i motivi di tale differenza. Capiamo con il Prof. Andrea Garolla (A.O. Università degli Studi di Padova) perché la diagnosi precoce è fondamentale per la salute maschile.

 

Quanto sono diffuse le patologie andrologiche tra i più giovani?

Un maschio su tre presenta patologie andrologiche, diverse a seconda della fascia d’età. Si calcola che il 27% dei giovani italiani da 0 a 18 anni presenta problematiche della sfera riproduttiva e sessuale, rappresentate principalmente da:

Perché è importante una diagnosi precoce?

Molte delle patologie andrologiche e della sfera sessuale degli adulti hanno un’origine nell’infanzia e adolescenza, se non addirittura in epoca neonatale.

Riconoscere, diagnosticare e trattare adeguatamente le patologie di interesse andrologico fin dall’età pediatrica è pertanto un aspetto fondamentale non solo per gestire al meglio le stesse nel periodo della transizione e nell’età adulta, ma anche per prevenire complicanze e problematiche che successivamente l’andrologo e l’endocrinologo nell’adulto si trovano ad affrontare con più difficoltà.

Quale prevenzione per le malattie andrologiche?

L’individuazione di fattori di rischio importanti e la loro corretta gestione in epoca pediatrica è anche necessaria per prevenire problematiche andrologiche in età adulta. A questo si aggiunge la necessità di una corretta informazione e formazione dei giovani e dei loro genitori, non solo rivolta a stili di vita e abitudini possibilmente dannosi per la salute riproduttiva e sessuale, ma anche alla consapevolezza di un “continuum” di assistenza nell’arco di tutta la vita del soggetto e a pratiche, quali l’autopalpazione dei testicoli, che rappresentano importanti metodi di prevenzione.

Fare prevenzione in andrologia è fondamentale per evitare i fattori di rischio e avere diagnosi precoci, ma il Dott. Damiano Pizzol, Andrologo con Dottorato di Ricerca in Endocrinologia e Andrologia presso l’Università di Padova, ribadisce soprattutto l’importanza di riuscire a trasmettere ai giovani un’educazione alla prevenzione.

Si stima che in ambito andrologico l’informazione e la prevenzione possano ridurre la patologie di oltre il 50%.

Come gestire le patologie andrologiche in età pediatrica?

Nonostante i grandi progressi della scienza andrologica, restano ancora molte le patologie spesso misconosciute o la cui diagnosi viene fatta solo tardivamente. Ancora molti giovani, per una serie di motivi storici e culturali, non sono appropriatamente seguiti nel corso del loro sviluppo puberale, psicosessuale ed emozionale. Inoltre, la gestione di patologie andrologiche dei bambini, anche di ben definite, spesso non è adeguata e il passaggio all’andrologo nella fase di transizione spesso non è eseguito in modo uniforme.

Di fatto, il consulto andrologico ha un ruolo cardine sin dalla prima infanzia, proprio per prevenire che molte patologie vengano riscontrate tardi, quando abbiano già prodotto danni, talvolta irreversibili, con un inevitabile impatto sociosanitario, anche in termini di costi assistenziali.

La salute riproduttiva e sessuale maschile viene presa in considerazione solo quando le problematiche diventano eclatanti, spesso con un ritardo che vanifica l’azione medica.

I pediatri e gli altri professionisti deputati alla salute del bambino e dell’adolescente sono invece figure determinanti per assicurare la migliore salute riproduttiva e sessuale possibile in fase adulta. Infatti, la fase neonatale e la pubertà, ma anche la fase intrauterina, rappresentano i periodi di vulnerabilità di sviluppo della gonade maschile più importanti, durante i quali agenti esterni e patologie organiche possono alterare i fisiologici processi di sviluppo.

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A che punto è la prevenzione andrologica in Italia?

In Italia la prevenzione andrologica è stata a lungo trascurata, mentre nel contempo negli ultimi anni si è registrato un preoccupante incremento di problematiche andrologiche. Molto spesso ciò è da correlare proprio a comportamenti scorretti o dannosi acquisiti in età giovanile. Da qui l’importanza di delineare le principali patologie e fattori di rischio andrologici nell’età pediatrica, con un occhio particolare alla gestione di quel periodo così determinante per la salute riproduttiva e sessuale qual è la fase puberale e da transizione verso figure di riferimento tipiche dell’adulto.

Ultimo aggiornamento 16/06/2015