Salute maschile: non parliamo solo di fertilità e di sessualità

Raccogliamo il commento del Prof. Garolla (A.O. Università degli Studi di Padova) in tema di salute maschile: l’importanza di una prevenzione a 360°, di salute globale e di consapevolezza degli aspetti andrologici.

Il paziente con problemi di fertilità o di sessualità va seguito da un medico esperto di Andrologia e queste problematiche devono essere inquadrate in percorsi che prevedono la prevenzione, un’attenta diagnosi e un’adeguata terapia.

Tuttavia, l’Andrologia è una branca molto più ampia e trasversale della medicina del maschio che sarebbe estremamente riduttivo limitare ai soli temi, pur importanti, della fertilità e della sessualità.

La salute andrologica infatti deve tener conto delle problematiche inerenti la salute generale del maschio come il sovrappeso, l’iperglicemia, l’ipertensione, le alterazioni ormonali, le problematiche scheletriche, le malattie sessualmente trasmesse, ecc, che spesso rappresentano le prime manifestazioni cliniche di una patologia andrologica.

Basti pensare che i soggetti infertili per causa testicolare hanno oltre il 20% di probabilità di avere osteopenia ed osteoporosi e che oltre il 30% dei soggetti con disfunzione erettile dopo i 50 anni ha importanti fattori di rischio per patologie come l’infarto e l’ictus, per capire quanto sia riduttivo fermarsi al sintomo.

Pertanto, il paziente andrologico dovrebbe essere inquadrato nell’ambito di una visione medica più ampia e seguito nel tempo per monitorare l’andamento delle problematiche che hanno generato il sintomo.

In conclusione, l’Andrologia moderna non deve più fermarsi al particolare ma deve partire dal particolare per giungere ad una corretta diagnosi clinica, senza la quale ogni trattamento non sarebbe adeguato e senza la quale si perderebbe di vista il principale obiettivo ovvero la salute generale del maschio.”

Guarda anche: L’andrologia oggi per la salute maschile

 

Ultimo aggiornamento 12/05/2017