Presentato a settembre, in occasione dell’87° Congresso Nazionale della Società Italiana di Urologia (2014), un nuovo studio sull’efficacia dell’impiego di acido ialuronico e condroitin solfato nel ridurre i sintomi vescicali legati al trattamento radioterapico per il tumore della prostata. Ce ne spiega il razionale il Dott. Omar Saleh (Careggi, Firenze), uno dei ricercatori autori dello studio.

Cosa accade a un paziente che si sottopone a radioterapia pelvica?

Sia la letteratura, sia l’esperienza pratica ci dicono che i pazienti sottoposti a radioterapia, soprattutto per tumore prostatico, nel 50% dei casi riportano effetti collaterali, e il 25% di questi presenta nicturia, cioè necessità di urinare con frequenza durante la notte.
La ragione è nota, e consiste nella tossicità causata dalla terapia a livello vescicale, con conseguente danneggiamento della mucosa. Si tratta delle cosiddette “cistiti post attiniche“, con sintomi che oltre alla nicturia vanno dal dolore all’urgenza/frequenza minzionale e alla pollachiuria, cioè l’emissione frequente di piccole quantità di urina.

In cosa consiste esattamente la tossicità della terapia?

La tossicità si manifesta principalmente in un danno dello strato protettivo più interno della vescica composto da glicosaminoglicani (GAGs), che normalmente impedisce il passaggio delle sostanze nocive ed irritanti. In seguito al deterioramento di questa barriera, si verifica un’infiltrazione soprattutto di sodio e potassio e l’attivazione delle cosiddette fibre C, che rilasciano una sostanza in grado di creare infiammazione cronica e causare dolore.

Cosa si proponeva lo studio in questione sull’impiego di acido ialuronico e condroitin solfato?

Il razionale dello studio è stato la ricerca e l’impiego di uno strumento che fosse in grado sia di ridurre l’infiammazione, sia di ripristinare lo strato interno della vescica, riducendo i sintomi. In breve, possiamo dire che i risultati hanno mostrato l’efficacia in questo senso della combinazione/acido ialuronico condroitin solfato (Ialuril®), due componenti fondamentali dello strato di GAGs.
Più specificamente, abbiamo inserito nello studio soggetti che presentavano sintomi entro i 3 mesi, trattandoli ogni settimana con instillazioni vescicali di Ialuril® per il primo mese e poi ancora alla 6a, 8a e 12a settimana. Abbiamo poi sottoposto ai pazienti questionari validati per i sintomi e i fastidi, registrando una netta riduzione di urgenza, frequenza, nicturia e dolore.

LO STUDIO IN BREVE

Voiding symptoms, including bladder pain, related to post radiation treatment for PCA are improved by Ialuril®: a prospective observational study
C. Giannessi, M. Gacci, O. Saleh, D. Villari, T. Chini, P. Della Camera, A. Raugei, V. Li Marzi, B. Detti, E. Finazzi Agrò, A. Minervini, M. Carini, S. Serni (Firenze)

I sintomi minzionali, compreso il dolore vescicale, conseguenti al trattamento con radiazioni per PCA (carcinoma prostatico), sono migliorati dall’utilizzo di IALURIL®: uno studio osservazionale prospettico.

Lo scopo di questo studio osservazionale è quello di valutare l’efficacia della combinazione acido ialuronico condroitin solfato (Ialuril®) negli uomini con sindrome di dolore vescicale (BPS) dopo la radioterapia (RT) per il cancro alla prostata.
Gli elementi chiave dei GAGs che compongono il rivestimento di protezione vescicale sono l’acido ialuronico (HA) e il condroitin solfato (CS); quando questo strato subisce un danno, si attiva una cascata neuro-infiammatoria che causa dolore e altri sintomi vescicali.
Il modello di trattamento proposto mira a sostituire lo strato di GAGs e a ridurre la risposta infiammatoria: l’impiego di Ialuril® (acido Ialuronico e condroitin solfato in combinazione) si è dimostrato efficace per lo scopo, riducendo in modo sensibile sintomi e fastidi (dolore, nicturia, pollachiuria, urgenza e frequenza minzionale).
Nonostante i dati debbano essere confermati da studi randomizzati e controllati, Ialuril® ha comunque dimostrato di essere un dispositivo medico promettente nel trattamento della vescica dopo il trattamento radioterapico.

Ultimo aggiornamento 13/11/2014