garolla_126x126Recenti studi hanno evidenziato come la correlazione tra funzionalità testicolare e salute ossea sia molto complessa, e, addirittura, “reciproca”. Vi sono sostanze prodotte dal testicolo che influenzano la maturità ossea e viceversa, altre prodotte dall’osso che incidono sulla funzionalità testicolare. Il Prof. Andrea Garolla, Specialista in Endocrinologia e Andrologia presso l’Azienda Ospedale Università di Padova ed Esperto di Uomoinsalute.it, ci spiega questa correlazione e gli attori coinvolti in questo meccanismo.

Salute delle ossa negli uomini: quale legame con la salute dei testicoli?

Da studi molto recenti, degli ultimi dodici mesi (2014/2015 ndr) è emerso un dialogo reciproco molto fine fra testicolo, proteine da esso prodotte e l’osso. In particolare il testicolo produce testosterone e altre proteine, come INSL 3 e la vitamina D, che sono in grado di stimolare l’osso  in termini anabolici, ossia in termini di accrescimento e irrobustimento della struttura dell’osso. Questo dato va in accordo con quanto detto sulla diffusione dell’osteoporosi nel maschio.

Allo stesso tempo, si è visto che l’osso produce osteocalcina, una proteina nota da moltissimo tempo che serve proprio per migliorare la costituzione dell’osso, ma che a sua volta dialoga con il testicolo. Tale proteina ha una funzione trofica, cioè di stimolo sulle cellule di Leydig. Per dimostrarlo, (presso l’Università di Padova, ndr) abbiamo coltivato in vitro le cellule di Leydig e le abbiamo stimolate con l’osteocalcina ottenendo un effetto di stimolo sia sulla produzione di 25 idrossi vitamina D sia sulla produzione  di testosterone.

Perché il testicolo è così importante per la vitamina D?

A causa di una proteina prodotta dalle cellule di Leydig, le stesse che producono il testosterone. Tale proteina ha la funzione enzimatica di attivare la vitamina D che noi assumiamo con la dieta e che produciamo a livello della cute con l’esposizione al sole, rendendola in grado di regolare l’assorbimento del calcio. Un tempo si pensava che tale proteina fosse prodotta dal fegato mentre oggi è noto che la principale fonte di sintesi si trova a livello testicolare. I soggetti che presentano un malfunzionamento parziale o completo dei testicoli presentano bassi o bassissimi livelli di tale proteina e di conseguenza di vitamina D attivata.

Ecco perché i soggetti che hanno bassi livelli di testosterone sviluppano più frequentemente l’osteoporosi. Tuttavia, queste disfunzioni sono determinanti non solo nei soggetti che hanno una drammatica alterazione dei testicoli, ma anche in soggetti infertili, ovvero pazienti che hanno ancora livelli normali di testosterone ma pochi spermatozoi e le cui cellule di Leydig, ipofunzionanti, riescono ancora a produrre una quantità sufficiente di testosterone ma non sono più in grado di produrre quantità di vitamina D adeguate a mantenere concentrazioni fisiologiche di calcio sviluppando così osteopenia e nel tempo osteoporosi.

Questo concetto è fondamentale perché oggi curare il soggetto infertile, in cui i testicoli funzionano poco, non significa solo dargli la possibilità di concepire un figlio, ma anche informarlo del rischio di osteopenia e osteoporosi legato a tale infertilità.