Il doping dilaga tra i più giovani
Vincere una gara di calcio oppure solo
migliorare il proprio tono fisico: sono queste le motivazioni
di chi pur non essendo sportivo professionista, decide
di far uso di steroidi anabolizzanti o altri “integratori”
…cioè senza mezzi termini “si dopa”.
La piaga del doping dilaga proprio negli ambienti dove
resta nascosta ai controlli della federazione sportiva:
tra i non-professionisti e nello sport giovanile.
Negli USA almeno 500 mila studenti
delle scuole superiori fanno uso di sostanze
dopanti, di cui circa 175 mila ragazze e 350
mila ragazzi. Uno studio italiano condotto
su 13 mila ragazzi delle superiori ha rilevato che il
5,4% usa sostanze dopanti. Intervistando invece 10 mila
studenti delle superiori che praticano sport, la percentuale
di coloro che usano sostanze dopanti sale al 7%.
Un adolescente viene spinto al doping
dalle stesse società sportive, che, spesso con
la complicità delle famiglie, pesano con pretese
di prestazioni elevate sul senso di
insicurezza degli adolescenti.
Le sostanze usate per il doping dei
più giovani non sono diverse da quelle assunte
dagli adulti: steroidi anabolizzanti, ovvero testosterone
e suoi derivati, ormone della crescita (Gh) ed eritropoietina
(EPO). Diverso però è l’effetto
che i dopanti esercitano in un organismo in crescita,
con un aumentato rischio per la salute.
In un adolescente infatti l’assunzione di steroidi
anabolizzanti determina, oltre al desiderato accrescimento
muscolare, anche l’ingrossamento abnorme del cuore,
il quale perde in funzionalità e resistenza,
con un aumentato rischio di collasso cardiocircolatorio,
soprattutto in condizioni di sforzo.
Inoltre, l’assunzione di testosterone
e suoi derivati, al di fuori di terapie per patologie
quali l’ipogonadismo,
reprime la loro normale produzione da parte dell’organismo.
Esiste infatti un meccanismo fisiologico di regolazione
della quantità di testosterone, che impedisce
gli eccessi di testosterone in circolo nel corpo.
In questi casi, l’interruzione brusca dell’assunzione
degli steroidi porta a sbalzi ormonali
che possono causare un crollo psichico talmente violento
da indurre anche al suicidio. Diversi
casi sono stati infatti accertati tra giovanissimi atleti
americani.
Il problema si complica dato che le
“sostanze proibite” sono reperibili
tramite siti internet di paesi anche europei,
dove non esistono divieti alla loro immissione in
commercio, ed è stato accertato che per molti
giovani sportivi sia proprio l’ordine on-line
la via più facile per giungere al doping.
La prevenzione del doping, che manca
soprattutto negli ambienti dello sport giovanile, dovrebbe
giungere proprio tramite le associazioni sportive, partendo
dall’informazione sugli effetti nocivi di sovraccarichi
ormonali, che, dapprima possono migliorare la performance
sportiva, ma, a lungo andare, compromettono irreparabilmente
la salute e la carriera.
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