Problemi a letto: non facciamone una tragedia…
Secondo le più recenti stime sono almeno 7 milioni gli italiani che soffrono di problemi sessuali; e di questi almeno 4 milioni coloro che soffrono di eiaculazione precoce.
Nonostante sia un problema così frequente, solo ultimamente si è iniziato a parlarne; ciò è dovuto principalmente alla vergogna che provano le persone che ne soffrono.
Il livello di imbarazzo che suscita è talmente grande da costringere tali soggetti a rinunciare alla ricerca del partner, con il rischio di un isolamento sociale che può condurre a vere eproprie psicosi.
Ma cos’è realmente?
L’eiaculazione precoce è definita come l’assenza di un controllo volontario sull’eiaculazione ciò porta l’uomo a eiaculare dopo una minima stimolazione sessuale o poco dopo la penetrazione.
Spesso il disturbo è classificato come primario o secondario: un’eiaculazione precoce si definisce primaria se il problema è presente fin dall’inizio dell’attività sessuale di un uomo. Al contrario, in un’eiaculazione precoce secondaria il disturbo insorge in un secondo tempo, dopo aver avuto esperienze sessuali soddisfacenti.
Molti autori hanno studiato l'eiaculazione precoce e la più vasta esperienza è sicuramente quella della dottoressa Helen Kaplan.
La Kaplan afferma che la maggior parte dei pazienti con eiaculazione precoce è psichicamente normale ma vive conflitti interiori che alterano la cognizione sensitiva sessuale fino a perdere il controllo volontario sul riflesso eiaculatorio.
La dottoressa ha suddiviso il problema in tre livelli: grave, se l’eiaculazione avviene prima della penetrazione o entro 15 secondi o 3 spinte; media, entro 15-30 secondi o 8 spinte; e lieve, entro 1-2 minuti o 10 spinte.
Le prime sono senza dubbio le forme più frequenti, riguardano soggetti giovani alle prime esperienze sessuali.
Fino a non molto tempo fa, si riteneva che le cause fossero solamente di natura psicologica, ma studi hanno dimostrato che la presenza di una eiaculazione precoce potrebbe essere anche legata a un aumentato input sensoriale dai genitali o a un deficit di inibizione degli interneuroni a livello del centro sacrale midollare. Oggi si attribuisce al problema una triplice causa: psicologica (da eccessiva stimolazione di origine corticale), urologica (da stimoli patologici legati a lesioni irritative o infiammatorie dell'uretra prostatica), neurologica (da eccessiva stimolazione periferica o da diminuita inibizione del sistema nervoso centrale).
Le terapie adottate sono varie, ma si possono suddividere in due gruppi:
- Non mediche: questo gruppo comprende la tecnica ‘Stop-Start’ in cui la donna inizia a stimolare il partner; appena il maschio avverte la sensazione pre-eiaculatoria deve chiedere alla donna di fermarsi, dopo alcuni secondi si riparte, fino alla successiva sensazione di inevitabilità eiaculatoria. Una seconda tecnica è quella proposta da Masters e Johnson, simile alla precedente con la differenza che la partner comprima il frenulo, in modo da causare una parziale cessazione dello stimolo.
- Mediche: nel caso l’eiaculazione precoce sia causata da infiammazione o disturbi neurologici. In questo caso vengono utilizzati farmaci antinfiammatori, e antibiotici (per combattere l’infiammazione), o antidepressivi e alfa-litici (che moderano il sistema nervoso simpatico responsabile dell'evento eiaculatorio).
In caso che il problema abbia un’origine psicologica e non clinica, si può procedere anche con la psicoanalisi.
Qualsiasi sia l’origine del problema, la prima cosa da fare è consultare un andrologo, senza paure o vergogna; infatti solo il Medico Specialista potrà fare chiarezza sulle cause del problema e consigliare la soluzione migliore
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