L’osteoporosi non è solo un problema femminile
Negli ultimi anni l’osteoporosi ha assunto un’importanza sempre crescente, ed è diventata una malattia dal grande impatto sociale, soprattutto a causa del progressivo invecchiamento della popolazione e del conseguente aumento delle sue complicanze, tra cui le fratture del femore e quelle vertebrali.
L'osteoporosi è caratterizzata da una riduzione della componente proteica e minerale dell'osso, con conseguente alterazione della microstruttura dello scheletro. Si manifesta con un andamento progressivo e con un'elevata predisposizione alle fratture, dovuta alla riduzione della consistenza ossea nonché ad altre alterazioni delle proprietà meccaniche dell'osso, che diventa più fragile.
Questa malattia è stata spesso ascritta unicamente al sesso femminile, poiché si manifesta con maggiore frequenza nella fase successiva alla menopausa, tuttavia non è esclusiva dell’altra metà del cielo. Tutto il contrario.
All’origine della scarsa attenzione verso l’osteoporosi maschile risiedono due fattori: il primo basato sull’idea che la struttura ossea maschile fosse più resistente e quindi nel corso degli anni più protetta dal lento e progressivo assottigliamento della sua massa, il secondo relativo alla specificità femminile della menopausa, che induce una modificazione ormonale con conseguenze rapide sull’osso.
Tuttavia, anche per l’uomo con l’avanzare dell’età aumenta notevolmente il rischio di essere affetto da osteoporosi.
Gli studi comparativi sulle differenze tra lo scheletro maschile e quello femminili e l’esame dei meccanismi che portano all’osteoporosi hanno dimostrato che la rigenerazione ossea nell’uomo richiede sia estrogeni sia androgeni. Nonostante la somiglianza della fisiologia ossea nei due sessi, un’importante differenza risiede nel livello degli ormoni prodotti dalle gonadi, primo fra tutti il testosterone. Questo importante ormone maschile possiede infatti un effetto anabolizzante a livello osseo mentre a livello dei tessuti periferici viene convertito in estrogeni i quali prevengono l'eccessivo riassorbimento osseo.
Il testosterone, inoltre, incrementa la massa muscolare, aumentando quindi indirettamente la densità ossea. Il progressivo calo del livello di testosterone che si accompagna all’avanzare dell’età gioca quindi un ruolo cruciale nel “turn-over” osseo dell’uomo e nella manifestazione dell’osteoporosi.
La perdita di osso nell'uomo inizia tra i 40 e i 50 anni, con una perdita ossea annua di circa l'1%. Intorno ai 75 anni l'uomo ha una perdita ossea pari al 15-40% dell'osso trabecolare (la parte porosa interna delle ossa) e al 5-15% dell'osso corticale (strato esterno dell’osso, che lo rende rigido e compatto).
Studi recenti indicano che, negli USA, più di 4,5 milioni di uomini sono colpiti da osteoporosi e circa 100.000 di questi muoiono ogni anno a causa delle complicanze della malattia. In Italia i pazienti di sesso maschile sarebbero oltre un milione e, secondo studi recenti, essi renderebbero conto del 30% di tutte le fratture di femore e del 20% delle fratture vertebrali da osteoporosi.
Bisogna comunque sempre considerare che sia nell’uomo sia nella donna gioca un ruolo importante anche la componente genetica. Altre cause possono portare a una perdita accelerata del contenuto minerale osseo e, tra queste, la scarsa attività fisica, la ridotta esposizione ai raggi solari, un'alimentazione povera di calcio, l'abuso di alcol, il fumo di sigaretta e l'assunzione di cortisonici.
Come per la maggior parte delle patologie legate all’avanzare dell’età, l’approccio preventivo precoce costituisce la terapia di partenza, e anche per l’osteoporosi si basa sulle regole di uno stile di vita corretto e sano: attività fisica regolare, dieta ricca di calcio, moderazione nel consumo di alcol, eliminazione del fumo.
Nel caso di intolleranza verso prodotti a base di latte e caseari diventano importanti altri alimenti ricchi di calcio, fra cui alcuni tipi di verdure e di legumi, ceci, fagioli e lenticchie; alcuni prodotti ittici come sardine, polpo e gamberi; alcune carni, nonché la frutta secca (noci, mandorle, ecc).
Contro l’osteoporosi si può iniziare la terapia precoce ben prima che si manifesti, ovvero nel corso della nostra età adulta anche grazie all’esercizio fisico, che risulta fondamentale per ottenere “un buon capitale osseo”. Gli stimoli meccanici esercitati sull'osso per l'attività fisica stimolano direttamente l'attività degli osteoblasti, le cellule deputate alla crescita della massa ossea.
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