La campagna “Futuro Fertile” lanciata dal Ministero della Salute nel 2015 prende origine dalla volontà del Ministro Lorenzin che, in quanto giovane e (allora, n.d.r) neo-mamma, ha colto l’importanza di parlare ai giovani e di informarli sulle problematiche inerenti la prevenzione della fertilità. Abbiamo chiesto al Prof. Andrea Garolla, Esperto di Uomoinsalute.it, un commento sull’iniziativa.

Il commento dello Specialista

“La campagna prende spunto dai recenti (2015 n.d.r.) dati diffusi dal CENSIS che dimostrano come in Italia si sia assistito negli ultimi anni ad un sensibile decremento della natalità. Inoltre, da molto tempo le società scientifiche che si occupano di riproduzione – e in particolare la Società Italiana di Andrologia e Medicina della Sessualità (SIAMS) – lanciano segnali di allarme alle istituzioni rispetto all’aumento dei fattori di rischio di infertilità tra i giovani, all’aumento delle problematiche inerenti la salute andrologica e all’incremento del numero di coppie che si rivolgono allo specialista per problemi di infertilità.

Tutto questo trova ragione anche nel fatto che sempre più coppie procrastinano il momento della gravidanza, arrivando alla ricerca del primo figlio ad una età che spesso è già critica per la donna. Si tratta di una campagna di informazione e sensibilizzazione che prevede la diffusione di “pubblicità progresso” sotto forma di opuscoli informativi e di spot sui media.

Inoltre, sono previsti incontri informativi con i giovani, atti a comunicare gli stili di vita consoni ad una migliore fertilità futura, e i fattori di rischio potenzialmente in grado di ridurla o annullarla.

E’ sicuramente una campagna che merita attenzione e rappresenta una occasione unica per porre l’attenzione su temi importanti che sono stati sino ad oggi sempre poco considerati. Ovvero:

  1. La prevenzione andrologica, che in Italia esiste solo in rare realtà a fronte di una prevenzione ginecologica ben radicata
  2. L’istruzione ai giovani sulle patologie del sistema riproduttivo ed in particolare sulle malattie a trasmissione sessuale e sui metodi per prevenire il contagio
  3. L’informazione relativa ai fattori di rischio congeniti e acquisiti in grado di alterare la futura salute riproduttiva e sessuale
  4. L’accesso facilitato a informazioni, visite e trattamenti, attraverso punti di riferimento nella scuola e nelle università per studenti che presentano problematiche relative all’ambito riproduttivo
  5. L’informazione che la fertilità è un fenomeno “età – dipendente” e che soprattutto per la donna va cercata prima dei 35 anni.

Se gli organi competenti continueranno a credere in questo progetto e lo porteranno avanti secondo queste premesse, in collaborazione con gli esperti del settore, questa iniziativa non potrà che avere un estremo successo, portando ad un significativo miglioramento della salute riproduttiva e dei tassi di natalità del nostro Paese.