Quanto ne sanno i giovani in merito a disfunzione erettile (DE) e disturbi sessuali? Lo abbiamo chiesto al Prof. Andrea Garolla (Andrologo, Azienda Ospedaliera Università di Padova, esperto on line di Uomoinsalute.it)  che ha di certo una visione d’insieme molto aggiornata, grazie all’osservatorio privilegiato sul territorio di cui dispone con il gruppo di ricercatori e specialisti dell’Università di Padova. Dal 2004, infatti, il gruppo di andrologi di Padova si è concentrato sulla prevenzione delle problematiche andrologiche nei giovani, proprio nel momento in cui è venuta meno la visita di leva obbligatoria. Ne emerge uno scenario molto interessante per quanto riguarda il ruolo del WEB nell’informazione e nell’Educazione sessuale di molti giovani, ma soprattutto il professore lancia un allarme: i giovani non hanno più (molto) interesse verso il sesso reale. Capiamo meglio perché.

Professore, come incontrate i giovani, che età hanno e di cosa parlate con loro?

Nel 2004 a Padova abbiamo iniziato ad andare nelle scuole, dove facciamo informazione, chiediamo informazioni ai ragazzi sui loro stili di vita, abitudini, le loro passioni e i loro problemi. Ci rivolgiamo per lo più agli studenti dell’ultimo anno delle superiori. Hanno di solito 18 anni. Durante l’orario scolastico, teniamo delle conferenze di informazione andrologica e, per chi lo desidera, è possibile sottoporsi a una visita di prevenzione. Le informazioni che diamo sono inerenti la fertilità, la sessualità e le malattie sessualmente trasmissibili e, rispondendo alle domande che l’assemblea o i singoli pongono durante gli incontri, forniamo spiegazioni e chiarimenti su vari altri temi di pertinenza andrologica. Inoltre, attraverso una app accessibile da qualsiasi smartphone, somministriamo un questionario anonimo che ci aiuta a capire le caratteristiche e le abitudini dei giovani. Negli anni, questo strumento ci ha permesso anche di fotografare i cambiamenti che si instaurano nelle nuove generazioni.

Ad esempio che domande fate?

Per fare un esempio, una delle domande è “da chi ricevi le informazioni sulle problematiche sessuali” e la cosa che ci ha più colpito è che nel 2004 le maggiori informazioni venivano da amici, libri, film, mentre nell’anno scolastico 2015/2016 l’80% di queste informazioni proveniva da Internet. E’ un dato interessante. Internet è uno strumento straordinario ma anche pericoloso, perché vi sono siti attendibili che danno informazioni ben circostanziate e altri che danno informazioni completamente fuorvianti, che a volte possono essere anche pericolose.

E i giovani quanto ne sanno di sessualità e annesse problematiche? Che domande pongono?

Abbiamo fatto alcune domande aperte, chiedendo cosa avrebbero voluto chiedere a un andrologo e sapere sulla sessualità e ci siamo accorti quanto sia scarsa l’informazione, perché oltre il 40% delle domande vertevano sui problemi della masturbazione, tipo “fa diventare ciechi/fa male/si può rimanere incinta”, cose che per ragazzi 18enni dovrebbero essere ben assodate.

A che età hanno i primi rapporti? Sono consapevoli dell’importanza di proteggersi?

E’ aumentato in modo abbastanza significativo il numero di soggetti che ha già avuto rapporti sessuali a 18 anni – era del 50% nel 2004, oggi sfiora il 60% – ma la percentuale di quelli che hanno rapporti protetti invece è aumentata di molto poco, siamo passati da un 46% a un 52%, troppo contenuto rispetto a tutte le campagne di informazione che facciamo nella nostra Regione.

Rispetto alle disfunzioni della sessualità, che riscontro avete?

Ci siamo chiesti se ha senso parlare di disfunzioni sessuali tra i giovani. Di solito le problematiche sessuali riguardano di più gli adulti, ma ci siamo accorti che invece ha molto senso. Già nel 2004 avevamo il 7.2% di 18enni che ci diceva di avere un problema della sessualità.

Negli anni questa percentuale è cresciuta progressivamente, tanto che nell’a.s. 2015/2016 abbiamo toccato un picco di 14.5% di soggetti che ci dicevano di avere problemi della sessualità su un campione enorme di oltre 2mila intervistati.

Ovviamente questi giovani ragazzi non hanno prevalentemente il problema dell’erezione. Il loro problema principale è l’eiaculazione precoce che incide per il 46%. Tuttavia, la disfunzione erettile incide per il 17%; problemi dell’eiaculazione incidono per circa un 10% ed è in crescita in modo incredibile la percentuale dei soggetti che ha un calo del desiderio sessuale. Oltre il 20% di 18enni che dovrebbero avere il massimo di picco degli ormoni e di stimoli sessuali indica invece di avere un desiderio sessuale ridotto. Questo ci ha fatto molto riflettere.

Quali sono le cause di questo calo del desiderio? Le droghe? O lo stile di vita?

Cercando di individuare le cause, fin dall’inizio ci siamo concentrati sulle sostanze d’abuso. Abbiamo chiesto quanti di loro le utilizzano e abbiamo fatto una scoperta scioccante: circa l’11% nei primi anni del progetto (2004) aveva provato qualcosa.

Abbiamo poi provato a mettere in correlazione l’utilizzo di queste sostanze con i problemi della sessualità e abbiamo osservato qualcosa che immaginavamo ma che non ci aspettavamo fosse così accentuata. Chi usa l’ecstasy almeno una volta al mese ha il 30% in più di probabilità di avere un orgasmo difficile e chi usa psico-stimolanti ha il 25% di rischio in più di avere questo problema. Chi utilizza l’eroina ha un rischio del 20% di avere difficoltà o impossibilità di avere un’eiaculazione. Saliamo al 122% di rischio di problemi dell’orgasmo, soprattutto dolore durante i rapporti, per chi fa uso di Popper e altri psicostimolanti. La grossa percentuale di soggetti che ha disturbi della sessualità tra i giovani, tolti coloro che hanno problemi legati all’emotività, potrebbe proprio essere legato all’uso di sostanze stupefacenti.

“Dal 2004 al 2015 è aumentato il numero di giovani che ha disturbi sessuali, ma è diminuito il numero di chi fa uso di sostanze stupefacenti”

C’è però una cosa che non quadra: nel 2004 erano l’11% e questa percentuale somiglia a quella di coloro che assumono sostanze. Ma nel 2014, la percentuale di coloro che hanno disturbi sessuali è salita al 14%, mentre la percentuale di quelli che assumono sostanze si è ridotta. Cioè, negli anni dal 2004 al 2015 è aumentato il numero di ragazzi che lamenta disturbi sessuali, ma è diminuito il numero di chi fa uso di sostanze stupefacenti.

Quindi il consumo di droghe diminuisce ma i disturbi sessuali aumentano, quindi non ci sarebbe una correlazione?

Sembrerebbe così, inoltre si tratta di uso di sostanze meno aggressive: sempre meno cocaina, sempre meno eroina e molto di più marijuana e hashish, che hanno sicuramente un ruolo sulla sessualità, ma meno importante.

Quindi verosimilmente il problema dell’incremento delle disfunzioni sessuali non è legato alle sostanze d’abuso ma a qualcosa d’altro. Allora ci siamo chiesti se il fatto che loro utilizzano tanto Internet potesse essere la causa. Abbiamo chiesto quanti di loro utilizzassero la pornografia in Internet ed è venuta fuori una fotografia molto chiara: il 58% utilizza pornografia in Internet e soprattutto, una grossa fetta la utilizza in modo regolare. Infatti, un 40% la utilizza almeno una volta la settimana e un altro 5% pressoché ogni giorno. Quindi numeri molto forti.

 

“Il 58% utilizza pornografia in Internet e soprattutto, una grossa fetta la utilizza in modo regolare”

 

Come si relazionano i giovani rispetto al consumo di pornografia in Internet?

Una delle domande poste era “sulla base della tua esperienza, la frequentazione dei siti pornografici in Internet è per te sempre stimolante?”. Il 15% ci dice che la frequentazione costante di questi siti può:

  • diventare abitudinaria,
  • creare dipendenza,
  • ridurre in modo profondo l’interesse verso l’esterno, verso le amicizie e verso la sessualità.

Infatti, quando abbiamo messo in relazione i disturbi della sessualità con la frequenza dei siti pornografici abbiamo osservato una correlazione assolutamente diretta. Più stanno in Internet sui siti porno, peggiore è la loro sessualità sia in termini di erezione che in termini di desiderio. Tanto che chi sta in Internet più volte alla settimana è molto più facile che non abbia nessun rapporto sessuale.

 

“Più stanno in Internet sui siti porno, peggiore è la loro sessualità sia in termini di erezione che in termini di desiderio.”

 

Questo è un dato che ci ha fatto molto pensare sull’impatto che può avere la pornografia in Internet, soprattutto in giovane età, quando la sessualità reale non è ancora completamente maturata. E siccome questi dati vanno in forte accordo con la letteratura scientifica internazionale pensiamo che questo possa essere una giustificazione al fatto che la percentuale di disfunzioni sessuali nei giovani maschi – e in particolare lo scarso desiderio e lo scarso interesse verso la sessualità reale – siano così presenti nei giovani di oggi.

Ringraziamo il Prof. Andrea Garolla per questa intervista e per il quadro molto lucido e oggettivo che ci ha condiviso grazie all’osservatorio dell’Università di Padova e che ci permette di mettere a fuoco una situazione certamente complessa e molto delicata per la salute e il benessere dei giovani maschi.

 

Ultimo aggiornamento 31 / 01 /2017