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Non solo testosterone… Feromoni, ormoni e neurotrasmettitori: i messaggeri invisibili della seduzione

Si pensa comunemente all’innamoramento come a un’idea che produce emozioni, ovvero che vi sia prima un interessamento della mente e poi del corpo. Gli studi suggeriscono esattamente il contrario, ossia che l’innamoramento sia una serie completa di reazioni fisiche sostenute e modulate da messaggeri chimici: feromoni volatili, ormoni circolanti nel sangue e neurotrasmettitori coinvolti nei meccanismi di trasmissione nervosa.

I feromoni sono sostanze organiche volatili coinvolte nei meccanismi di comunicazione tra animali appartenenti alla stessa specie. Vengono secreti da ghiandole e diffusi nell’ambiente mediante secrezioni urinarie, salivari e sudorifere. La premessa non è delle più romantiche, ma il potere dei feromoni è stato riconosciuto prima nel mondo animale con particolare riguardo alla vita sessuale di criceti ed elefanti. Nell’uomo non sono state ancora identificate con assoluta certezza molecole classificabili come feromoni, ma soltanto sostanze assimilabili ad essi.

Alcuni esperimenti sottolineano l’influsso dell’olfatto sulla vita sessuale e di relazione. Gli odori vengono percepiti senza essere mediati dalla parte razionale del cervello, sono il mezzo con cui vengono fissati i ricordi legati all’emotività più che al pensiero razionale. Un odore percepito nuovamente ricorda prima il piacere o il disgusto associati e solo in un secondo momento l’episodio durante il quale è stato percepito la prima volta.

Peraltro non sono solo le emozioni evocate dagli odori a farci concludere che siamo innamorati, ma la sperimentazione di una serie di fenomeni fisici come pulsazioni accelerate, ginocchia che tremano, mani che sudano, respiro corto, vuoto allo stomaco, balbettio. Tutte queste manifestazioni fisiche sarebbero sostenute da piccole e potenti molecole che si aggirano nei meandri del cervello scompigliando animi e corpi.

Tra queste la feniletilamina (PEA) costantemente prodotta dall’organismo, che in elevate concentrazioni può indurre gli stessi effetti delle amfetamine e il cui effetto principale è quello di indurre il rilascio di dopamina, un neurotrasmettitore la cui attività genera indirettamente sensazioni piacevoli.

Dalla dopamina viene sintetizzata la noradrenalina, neurotrasmettitore che provoca eccitazione, euforia, entusiasmo e riduce l’appetito. Infine promuove la contrazione delle vene degli organi sessuali, mantenendo a lungo l’erezione indotta dal testosterone.

In qualità di ormone, la noradrenalina regola la produzione di adrenalina, responsabile dell’aumento del battito cardiaco, della respirazione e della pressione sanguigna, da cui ha origine il rossore del viso. La seduzione, quindi, non sembra essere “mentale” se non per il fatto che si ha coscienza delle manifestazioni fisiche.

Un altro ormone, l’ossitocina, prodotta dall’ipotalamo, e nota per indurre le contrazioni durante il parto, partecipa alla risposta sessuale facilitando comportamenti che invitano all’incontro sessuale durante il quale viene ulteriormente rilasciata inducendo risposte orgasmiche tramite l’attivazione di aree specifiche del cervello. Nell’uomo è responsabile del periodo refrattario che segue l’eiaculazione, durante il quale l’elevato livello dell’ormone nel sangue ha un effetto opposto, cioè inibisce l’eccitazione, con effetti benefici, però, sulla fase REM del sonno che segue.
La catena di reazioni innescata dalla PEA determina il rilascio di vasopressina, ormone responsabile di un’aggressività che si manifesta soprattutto nel maschio con il controllo e la protezione della femmina in termini di territorialità, aspetto fortemente sviluppato nel mondo animale.

Quindi l’equilibrio ormonale complessivo influenza anche il comportamento affettivo dell’uomo e della donna.
E’ noto a tutti che la fase di innamoramento non è eterna. Ovvero dopo un periodo che può andare dai 18 mesi ai quattro anni, la relazione amorosa si trasforma in un “attaccamento”, probabilmente perché il cervello va incontro a una sorta di assuefazione all’effetto delle “molecole dell’amore”. Si assiste peraltro alla produzione di endorfine, molecole simili per struttura alla morfina, con azione analgesica, che hanno effetto rilassante, calmante.
Gli esperimenti non sono molti e certamente gli scienziati continuano a indagare. Conviene tuttavia diffidare di chi vuole vendere afrodisiaci ed elisir miracolosi per conquistare la persona amata, ma consapevoli delle reazioni suscitate da un incontro travolgente, possiamo riconoscere di essere innamorati e decidere di profumarci per piacere sperando di fare cosa gradita all’olfatto della persona amata!

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