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PNEI: la cura del corpo passa attraverso la mente

Tutti ormai sono a conoscenza del fatto che un forte stress può produrre un drammatico abbassamento delle difese immunitarie. Che relazione c’è dunque tra gli stimoli ambientali e il sistema immunitario?
Fino a qualche decennio fa i vari sistemi, psichico, neurologico, endocrino e immunitario, sono stati studiati separatamente, dai vari specialisti del settore, soprattutto in occidente. È infatti eredità della filosofia orientale la concezione di una visione olistica dell’uomo, inteso come un microcosmo considerato “un tutt’uno” di mente e corpo.

La Psico Neuro Endocrino Immunologia (PNEI) è una disciplina che basa le proprie teorie ed i propri metodi sulla convinzione che i vari sistemi (psichico, neurologico, endocrino ed immunitario) interagiscano tra loro per il raggiungimento di un’omeostasi interna dell’organismo, ovvero che mente e corpo collaborano l’un l’altro per il raggiungimento del benessere dell’organismo.

Ma di cosa si occupa, effettivamente, la PNEI? Essa integra differenti terapie, che partono dalla medicina tradizionale accademica fino a includere omeopatia, omotossicologia, osteopatia, agopuntura, floriterapia, tecniche di rilassamento e gestione delle patologie causate da stress, per curare stati ansioso depressivi, insonnia, cefalee, allergie, fame nervosa, patologie della tiroide, intolleranze alimentari, obesità, cellulite, patologie endocrino metaboliche, patologie ginecologiche, subfertilità, infertilità, diabete, malattie autoimmuni e dolore.

Come nasce la PNEI?
La storia della Psico Neuro Endocrino Immunologia è relativamente recente: verso la metà degli anni ’80, numerose ricerche hanno dimostrato l’esistenza dei neuromodulatori, delle molecole in grado di regolare le informazioni provenienti dal sistema nervoso. La scoperta di queste molecole ha indotto i ricercatori a studiare anche i loro recettori e a soffermarsi sulla loro distribuzione nei vari distretti corporei.  E stata così evidenziata la loro presenza anche al di fuori del sistema nervoso (classicamente deputato alla trasmissione delle informazioni tramite i neurotrasmettitori): esistono recettori specifici a livello di alcune cellule del sistema immunitario e del sistema endocrino. In più, i neuromodulatori, gli ormoni e qualche neurotrasmettitore vengono prodotti in tutt’e tre le sedi.

Queste evidenze hanno messo in crisi la convinzione che la circolazione delle informazioni si realizzi solo a livello del sistema nervoso; in realtà, l’esistenza di altre sostanze altrettanto capaci di svolgere e modulare questa funzione da e verso i tre sistemi fondamentali (sistema nervoso, immunitario ed endocrino), grazie ai recettori specifici in essi omologamente distribuiti, ha portato a concludere che l’azione concertata e sincrona di queste ribattezzate ‘molecole informazionali’ realizza una rete psicosomatica, garante del buon funzionamento dei sistemi viventi.

I ‘padri’ della PNEI
Particolarmente importanti, nella storia della PNEI sono due ricercatori: una è Candace Pert, neurofisiologia, direttrice del centro di biochimica cerebrale del NIMH, (National Institute for Mental Health); è una delle più importanti figure nell’ambito della ricerca internazionale sul cervello: ha infatti scoperto le endorfine e un vasto numero di neuropeptidi, le molecole che trasmettono le informazioni nel sistema nervoso, ed ha evidenziato che i neuropeptidi sono i mediatori sia delle informazioni, sia delle emozioni e sono attivi praticamente in tutte le cellule del corpo, nel sistema nervoso, ma soprattutto nel sangue, nel sistema immunitario e nell’intestino. Queste scoperte l’hanno candidata al Nobel per la medicina.

L’altra figura degna di nota è J. Blalock, docente di fisiologia all'Università dell'Alabama, che dimostrò la comunicazione bidirezionale tra sistema nervoso e sistema immunitario. Il primo gestisce stimoli cognitivi che scatenano emozioni, il secondo stimoli non cognitivi come farmaci, cibi, virus, batteri, ecc
Se mente e corpo sono dunque in grado di interagire, non risulta difficile accettare l’idea che l’umore (inteso come disposizione mentale, più o meno positiva, all’interpretazione degli stimoli) possa regolare, o quantomeno influenzare (o se preferiamo, interferire con) il sistema nervoso centrale, quello ormonale e quello immunitario.

Una ‘rivoluzione’ della medicina
La PNEI vuole trasformare radicalmente il consueto modo frammentato di concepire l’essere umano, proponendo una visione realmente unitaria dell’essere umano e dei suoi principali sistemi di comunicazione interna, una visione olistica in cui la psiche, ossia il pensiero, la coscienza e l’emozione diventano elementi fluidi e dinamici direttamente implicati in ogni processo nervoso, endocrino e immunitario.
Lo psicofisiologo francese Jean-François Lambert, sul concetto di neuromodulazione, ha valutato le possibili variazioni di comunicazione in una singola sinapsi neuronica nell'ordine delle centinaia fino alle migliaia di differenti possibilità.
Questo significa, secondo Lambert, che l’intero corpo "pensa", che ogni cellula o parte del corpo "sente" e prova "emozioni", elabora le proprie informazione psicofisiche e le trasmette ad ogni altra parte attraverso una fittissima rete di comunicazioni di estrema varietà comunicativa.
Tutto il corpo è vivo, intelligente e cosciente, ogni cellula prova piacere e dolore ed elabora strategie metaboliche per il benessere collettivo.

 

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