Testosterone
e calvizie: un luogo comune da sfatare
Chi non ha mai sentito affermare “che gli uomini
calvi sono più virili”? Un luogo comune
che viene da lontano, privo di qualsiasi base scientifica
ma…duro a morire. Certo, elemento scatenante la
calvizie è la presenza di ormoni maschili, infatti
la caduta compare dopo la pubertà ed è
di gran lunga più presente nel sesso maschile,
ma…i capi d’accusa non hanno altri fondamenti.
Vediamo allora di fare un po’ di chiarezza, portando
in campo due fondamentali argomenti oggettivi,
come farebbe qualsiasi buon avvocato difensore.
Primo argomento: la caduta non è direttamente
proporzionale alla presenza di testosterone ma invece
alla sensibilità dei capelli, o meglio dei follicoli
piliferi agli ormoni androgeni a un enzima, la 5-alfa
reduttasi di tipo 2, prodotto dalle cellule del follicolo.
Questo enzima trasforma il testosterone,
il principale ormone maschile, in un suo derivato, il
diidrotestosterone o DHT, effettivo
responsabile dell’alopecia androgenetica (che
è il nome scientifico della patologia comunemente
definita calvizie).

I Tricologi (sono quei Medici, in maggioranza
Dermatologi, che studiano il complesso apparato biologico
che regola la salute dei nostri capelli) affermano che
i follicoli delle aree del cuoio capelluto che vanno
incontro a calvizie producono infatti alte quantità
di questo enzima e quindi alte quantità di DHT,
responsabili di un processo di rimpicciolimento del
follicolo e quindi del capello che vi cresce, che diminuisce
la propria dimensione fino a formare quella sottile
peluria che osserviamo nelle zone a maggiore diradamento.
Questo processo, detto in Tricologia miniaturizzazione,
è provocato dal DHT e può
essere prevenuto e arrestato impedendo la formazione
di questo ormone.
Secondo argomento: se la calvizie dipendesse direttamente
dal testosterone, tutti i maschi ne
soffrirebbero e invece – per fortuna! –
non è cosi. Gioca invece un ruolo importantissimo
la predisposizione genetica. Poiché
la comparsa della calvizie è legata alla presenza
di androgeni (ormoni maschili), il numero dei geni predisponenti
necessari è minore nell’uomo, dove gli
androgeni sono già fisiologicamente più
elevati, rispetto alla donna.
Questo spiega perché la familiarità da
parte materna (in pratica se la mamma
o la nonna materna hanno sofferto di alopecia) è
sotto il profilo predittivo più grave che non
la familiarità da parte paterna (avere un papà
calvo non deve quindi far temere sempre un futuro analogo).
Gli studiosi non hanno ancora chiarito, a proposito
della predisposizione genetica, quali siano quei geni
che predispongono alla calvizie; e comunque è
riconosciuto che l’alopecia androgenetica è
causata da più geni (poligenica) e quanti più
di questi “geni colpevoli” sono presenti
nel DNA di una persona, tanto più
la calvizie sarà precoce ed estesa (e rapida
nel suo corso).
Arriviamo quindi a una sentenza, speriamo definitiva:
nell'uomo, la calvizie non dipende
da un eccesso di ormoni androgeni, ma da un'eccessiva
risposta del capello a questi ormoni, ed è quindi
inutile effettuare gli esami ormonali nella calvizie
maschile.
Gli uomini affetti da calvizie hanno
quindi livelli sanguigni di testosterone assolutamente
normali! Va precisato che ci siamo riferiti ad un individuo
sano, che non abbia patologie (anemia,
malattie sistemiche etc) che abbiano quale effetto secondario
la caduta dei capelli, così come con uno stile
di vita che non ne presenti i più comuni fattori
favorenti (diete, stress eccessivi da traumi etc).
Delicato si presenta altresì il versante psicologico
della calvizie: numerosi studi scientifici indicano
che la caduta dei capelli provoca ansia, depressione
e diminuita sicurezza di sé. Soprattutto nei
ragazzi più giovani, il diradamento dei capelli
può essere vissuto come una grave limitazione
fisica e causare quindi problemi psicologici.
Problematiche che possono essere evitate o almeno ridotte
con un adeguato approccio al problema, consultando ai
primi segni di caduta e diradamento un Dermatologo Tricologo
che consiglierà un rimedio adeguato
al caso, scongiurando il ricorso a ciarlatani o pseudo-soluzioni
“fai-da-te” che possono presentare rischi,
oltre ad esporre a una – evitabile – delusione.
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