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Lo stress rischia di “bruciarti”?
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Una situazione comune, soprattutto
tra chi dedica molto tempo ed energie al lavoro. Meglio
correre ai ripari, perché vivere sempre sotto tensione
può compromettere la salute e il benessere dell’organismo.
Chi di noi non ha mai avuto la tentazione, al suono della
sveglia, di ignorarla e continuare beatamente a sonnecchiare
tra le lenzuola? |
La sveglia mattutina è, per molti,
il “segnale” che un’altra, dura giornata
sta per iniziare, tra sfide lavorative davanti
alle quali, troppo spesso, rischiamo di soccombere.
Irrequietezza, ansia, timore di non farcela,
desiderio di fuga: sono i classici sintomi di una situazione
di “stress
cronico”. Anche se l’epoca degli yuppies
sembra tramontata, infatti, resta molto ben nutrita la popolazione
dei cosiddetti workaholics, ovvero i “drogati
del lavoro”, che dedicano alla propria professione tutte
le risorse fisiche e psichiche: energia, entusiasmo, tempo
e intelligenza, col rischio di “bruciarsi”
- da qui la sindrome detta “burnout”
– o “logorarsi” – sindrome di “wearout”.
E non sono solo dirigenti e professionisti
con enormi responsabilità a rischiare di “soccombere”
allo stress: rapporti interpersonali tesi, abitudine ad assumersi
più impegni di quelli che si è effettivamente
in grado di svolgere – per timore che,
rifiutando, i nostri interlocutori (capi, colleghi, clienti)
ci sottovalutino – sono situazioni comuni a molti.
Lo stress indica una reazione dell’organismo
nei confronti degli stimoli esterni; una necessità
biologica, dunque, di per sé priva di “effetti
collaterali”. Quando lo stimolo stressante è
troppo prolungato o troppo intenso, però, gli ormoni
prodotti per fronteggiare gli stimoli (cortisolo e adrenalina)
vanno incontro a una sovrapproduzione, scatenando una serie
di disturbi fisici da non sottovalutare:
- Ipertensione, problemi
vascolari e aumentato rischio di infarto (la sovrapproduzione
di cortisolo altera il metabolismo, favorendo l’accumulo
di grasso a livello
addominale, il più pericoloso per le malattie
cardiovascolari)
- Cefalee e stanchezza
cronica
- Dermatiti (eczema,
psoriasi)
- Gastrite, ulcera,
sindrome del colon irritabile
- Infezioni di varia
natura e disturbi autoimmuni (in presenza di alti livelli
di cortisolo, il sistema immunitario produce anticorpi che
“aggrediscono” l’organismo dall’interno)
Che fare, dunque, per non “bruciarsi”
di stress? Ecco i suggerimenti degli esperti:
- allenarsi a “dire
no”, il che significa resistere all’impulso
di voler sempre compiacere gli altri, ricordando a noi stessi
che abbiamo dei diritti e delle esigenze
- compilare un “elenco”
dei propri lati positivi e delle proprie capacità,
da contrapporre alle impietose critiche che troppo spesso
rivolgiamo a noi stessi
- fare ordine
tra i propri impegni e stabilire degli obiettivi raggiungibili
– magari progettando un percorso “a più
fasi”
- dedicarsi alle attività
che procurano piacere e serenità
(qualche piccola “fuga”, gli hobby preferiti)
- cercare l’appoggio
di amici, familiari e – eventualmente – il medico
di famiglia per trovare insieme il modo di superare
una situazione difficile. In certi casi potrebbe essere
necessario fermarsi a riflettere se sia possibile “eliminare”
la causa del disagio, cambiando lavoro o affrontando a viso
aperto le persone con cui siamo in continuo, anche se talvolta
silente, conflitto
Possono essere estremamente utili anche gli
esercizi di rilassamento – tranquilli,
non si tratta di inventarsi una posizione yoga o di riempire
la casa di incensi e candele! – che, mettendo a riposo
la produzione degli ormoni dello stress, aiutano a migliorare
la nostra resistenza agli stimoli.
Qualche idea? Provate la respirazione
“diaframmatica”: inspirate contando fino
a 6, in modo lento e profondo, a bocca chiusa, spingendo la
pancia all’infuori. Trattenete il respiro per 4 secondi
e poi espirate dalla bocca contando sempre fino a 6. Ripetete
per 5 volte, un paio di volte al giorno, soprattutto quando
vi sentite particolarmente “tesi”.
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