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Il varicocele: l’argomento più controverso dagli andrologi

Nel 2005 è stata abolita la leva militare obbligatoria in Italia; non si vuole in questa sede discutere dell’opportunità di questa decisione, ma è indubbio che da quel momento è venuto a crearsi un problema: durante le visite mediche che essa comportava, infatti, si era scoperto che almeno il 15% della popolazione maschile era affetto da varicocele. Adesso che la visita militare non c’è più, è diventato difficile diagnosticare questa malattia.
La causa principale di questo disturbo è la dilatazione delle vene presenti all’interno dello scroto.
Il sangue viene portato ai testicoli dalla arteria testicolare; a questo punto passa attraverso una serie di arteriole, dove trasporta l’ossigeno e le sostanze nutritive ai testicoli. Poi il sangue fluisce nel cosiddetto plesso pampiniforme (delle piccole vene posizionate tutto intorno i testicoli), che trasportano il sangue alla vena testicolare; da qui alla vena cava ed infine torna al cuore.
Il varicocele insorge quando le vene che costituiscono il plesso si dilatano, impendendo in questo modo il normale riflusso del sangue e, quando ciò accade, il sangue ristagna all’interno del plesso. Nel 95% dei casi, questo disagio avviene a carico del testicolo sinistro, e solo raramente interessa quello destro.
Il varicocele colpisce i ragazzi tra i 15 e i 25 anni, mentre è molto raro nella vecchiaia e nella giovinezza.

I sintomi e le cure del varicocele
Il problema emerso con la fine delle visite di leva è dovuto alla difficoltà di una diagnosi: infatti questa malattia non ha sintomi evidenti, e ciò porta molti ragazzi a non accorgersi nemmeno di soffrirne. Gli unici segnali si presentano con il caldo, soprattutto dopo l’esercizio fisico e dopo i rapporti sessuali, e includono un senso di dolore, di pesantezza e di fastidio al testicolo.
Il varicocele ha suscitato molto interesse nel mondo scientifico perché, sebbene le sue cause non siano ancora certe, è stato messo in relazione con l’infertilità maschile.
Recenti statistiche, infatti, hanno dimostrato che almeno nel 40% degli uomini che soffrono di infertilità è presente questo tipo di disturbo. Molti studi hanno documentato un effetto negativo del varicocele sulla vitalità e sulla morfologia degli spermatozoi: la teoria proposta per spiegare questo fenomeno è basata sul fatto che la stasi del sangue all’interno del plesso aumenti sia la temperatura del testicolo che la pressione a cui esso è sottoposto; questo provocherebbe alterazioni durante la spermatogenesi.
Il varicocele viene curato principalmente in due modi: o tramite intervento chirurgico, oppure tramite la scleroembolizzazione percutanea (viene chiuso il varicocele tramite un piccolo catetere).
Il varicocele lascia comunque molti dubbi agli esperti del settore: non si conoscono le cause e non esiste un modello preciso che lega il varicocele e l’infertilità; per questo molti contestano l’associazione tra questi due disturbi, sebbene le statistiche sembrino dimostrarlo.

 

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