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Possibile legame tra calo di testosterone e Alzheimer

Recenti studi mettono in evidenza la correlazione tra calo di testosterone e insorgenza del morbo di Alzheimer.

Sappiamo che l’avanzare dell’età e particolari condizioni quali l’ipogonadismo contribuiscono alla diminuzione dei livelli di testosterone. Il calo di questo ormone comporta diverse alterazioni psico-fisiche e un generale deterioramento della qualità della vita. Alcuni ricercatori stanno studiando da tempo se l’abbassamento del testosterone possa avere qualche legame con l’insorgenza dell’Alzheimer.

L’Alzheimer è un processo degenerativo che distrugge lentamente e progressivamente le cellule cerebrali. Questa forma di demenza, molto diffusa nei paesi occidentali, è in grado di danneggiare alcune attività fondamentali del cervello come la memoria, la parola, il pensiero e le capacità cognitive in generale. Può provocare inoltre stati di confusione, cambiamenti di umore e disorientamento spazio-temporale.

Secondo lo studio condotto da due team di ricercatori americani, del National Institute on Aging e del National Institutes of Health Usa, bassi livelli di testosterone libero possono essere associati alla comparsa dell’Alzheimer. I ricercatori hanno misurato il testosterone libero nel sangue di circa 600 uomini di età compresa tra i 32 e gli 87 anni. Durante lo studio, durato 19 anni, la malattia è stata diagnosticata in 54 uomini, la maggior parte dei quali aveva bassi livelli di testosterone libero già prima della comparsa dell’Alzheimer.

L’ipotesi della correlazione tra carenza di testosterone e Alzheimer viene inoltre supportata da un’ulteriore ricerca condotta in Italia, presso l’ Università di Cagliari, che illustra come negli anziani malati di Alzheimer vi sia una maggiore quantità della proteina SHBG (Sex Hormone Binding Globulin) che serve a legare il testosterone rendendolo inattivo.

Alla luce di questi risultati prende corpo l’ipotesi di utilizzare la terapia ormonale sostitutiva a base di testosterone per curare gli effetti del morbo di Alzheimer. I risultati ottenuti da un gruppo di ricercatori di Seattle, pubblicati sulla rivista Neurology, indicano, infatti, che nei pazienti in cui il testosterone viene aumentato del 29,5% rispetto al livello di partenza, memoria, abilità verbali e cognitive migliorano in modo evidente.

Ulteriori studi serviranno comunque a valutare la completa efficacia della terapia sostitutiva a base di testosterone e l’eventuale possibilità di utilizzare questo ormone androgeno anche come terapia preventiva.

 

 
 
 
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