| La stimolazione...intelligente
Con l’avanzare dell’età si pone sempre più pressante la questione del decadimento cerebrale, ovvero la minore elasticità mentale, intesa come riduzione del volume di alcune aree del nostro cervello, con conseguenze sia psichiche che fische. La plasticità cerebrale è tra le attività vitali che determinano come ci sentiamo e cosa facciamo. Vediamo meglio di cosa si tratta e come si mantiene “in forma” l’organo più misterioso del nostro corpo...
Contrariamente a quanto si credeva un tempo, il cervello non è un organo stabile, destinato solo al deterioramento cellulare. Al contrario è in grado di rigenerarsi nel corso della vita, grazie all’azione dei neurotrasmettitori quali serotonina, noradrenalina e dopamina (neuroplasticità).
Ad una ridotta capacità plastica del cervello corrisponde un minore volume cerebrale, clinicamente associato agli stati depressivi. Gli Specialisti concordano oggi sul fatto che i disturbi dell’umore, stile di vita e alimentazione siano strettamente correlati fra loro. La bio-chimica del nostro organismo ci spiega come i neurotrasmettitori controllano funzioni quali ansia, emotività, motivazione, libido, percezione del dolore, aggressività. Essi veicolano informazioni e comandi tra le aree del cervello e verso il resto del corpo pertanto determinano come ci sentiamo e come stiamo.
L’attività cerebrale, sebbene in buona parte avvenga a livello inconsapevole o comunque senza che se ne abbia il controllo, può essere certo “stimolata” consapevolmente.
Non si tratta di doversi buttare da un’esperienza estrema all’altra, ma piuttosto di sforzarsi ad “usare il cervello” in maniera proattiva, allenando la memoria, la concentrazione, sottoponendoci ad apprendimento, ascolto, lettura e visione...Che a sua volta non comporta necessariamente un’agenda fittissima di impegni, eventi culturali, sportivi e mondani, ma pituttosto capacità di soffermarsi su di noi e su ciò che ci circonda, dedicando attenzione e cura.
Parlando di cervello e di bio-chimica del nostro corpo non possiamo tralasciare il testosterone, l’ormone maschile fondamentale al benessere psico-fisico dell’uomo, che secondo le ricerche, avrebbe una correlazione diretta con l’attività cerebrale. Inoltre secondo recenti studi, ancora in atto, questo ormone gioca un ruolo cruciale negli stati depressivi e nell’umore.
Sebbene non presenti un fondamento strettamente scientifico, esiste un test definito “dell’età mentale” che permette di verificare quale età si ha in termini “psicologici”, ovvero nonostante la nostra effettiva età “anagrafica”.
Si tratta di una serie di domande che considerando comportamento e abitudini puntano a ad analizzare gli stimoli che riceviamo dal mondo dell’informazione, della cultura, dall’ambiente che ci circonda e dalla cerchia delle nostre relazioni. Indaga su quanto saremmo disposti a metterci in gioco, ad abbandonare le comodità e la routine consolidate, ad “avventurarci” in situazioni non del tutto familiari (non necessariamente un safari!), ma pur sempre desiderate.
Per tenere in allenamento il nostro cervello c’è chi ha scomodato anche star del cinema come testimonial di un gioco portatile, elettronico, palmare, con prove ed esercizi mnemonici e di abilità. Naturalmente la versione “off-line”, molto più sicura in spiaggia e meno sofisticata sono le riviste di enigmistica, che aiutano molto a far lavorare fantasia, memoria, creatività e il proprio bagaglio culturale.
Secondo uno studio condotto presso l’Università del Wisconsin con monaci dalla lunga esperienza di meditazione, emerge che la ripetuta pratica di una particolare tecnica di meditazione sulla compassione è in grado di sviluppare nella corteccia prefrontale mutamenti associati a un incremendo dello stato di felicità, di benessere, di empatia, a scapito di rabbia, depressione e cattivo umore. Dallo studio è emerso che la meditazione aveva fisicamente cambiato il cervello dei monaci rendendo più attivi i circuiti della felicità.
Training, meditazione, giochi, attività fisica, sport, arte, emozioni, alimentazione equilibrata e sana, tutto concorre a stimolare l’attività dei neurotrasmettitori e quindi del nostro cervello e a garantirne plasticità e quindi rigenerazione. L’ importante, con l’avanzare degli anni, è non dimenticarlo!
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