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“Donna, non mi assillare, dal medico non ci vado!”

Lei attenta alla salute, lui indifferente al dolore.
Nelle caverne dei nostri avi, e nelle abitudini di allora, i motivi del diverso modo di uomini e donne di guardare alla propria salute.

Spesso le tematiche legate a benessere e salute sono associate a preoccupazioni puramente femminili. Più numerose sono le riviste dedicate all’universo femminile, dalla salute alla psicologia, dalle tecniche di rilassamento ai programmi dietetici rispetto a quelle maschili sugli stessi argomenti. Tuttavia, lentamente, anche la dimensione maschile della salute e del benessere sta conquistando nuovi spazi. Nelle riviste e sui siti Internet proliferano articoli che mettono a fuoco le problematiche maschili e che sulla salute e il benessere per lui offrono consigli, informazioni, spiegazioni e riferimenti utili.
La salute va intesa nella sua accezione psico-fisica, al centro dell’attenzione quindi non solo gli aspetti riconducibili ad un “fenomeno” di natura organica, ma anche quelli meno riconoscibili, più sottili, ascrivibili ad una sfera che l’uomo per sua natura ha più difficoltà ad affrontare rispetto a quanto non facciano le donne: quella psichica.

Secondo gli studiosi del nostro cervello, sia d’oltreoceano che europei, il modo diverso in cui uomini e donne guardano alla vita non dipende solo dall’ambiente in cui si è cresciuti, da come si è stati abituati in famiglia, in una parola non è solo un fatto culturale. Per neurobiologi e ricercatori dei processi cerebrali, la differenza sta proprio nel cervello, anzi nei due cervelli, quello maschile e femminile, profondamente diversi nel loro rispettivo modo di lavorare, funzionare ed elaborare le informazioni. Ma c’è di più.

Queste differenze risiedono nella conformazione del cervello che secondo gli esperti si è formata ai tempi dei nostri avi ed ha mantenuto alcuni aspetti legati a come vivevamo allora. Potrebbe non piacere pensarlo, ma il modo in cui è stato strutturato il cervello dei nostri “antenati”, uomini e donne delle caverne, ha determinato nel corso dei secoli buona parte delle peculiarità maschili e femminili che ancora oggi ci ritroviamo addosso. Sebbene quello della donna rimanga ai più imperscrutabile e incomprensibile, il cervello dell’uomo è strutturato così perché ad esempio le funzioni cerebrali che ha maggiormente sviluppato ai tempi delle caverne riguardavano la caccia e procacciare il cibo, i lunghi spostamenti, il combattimento corpo a corpo. Le necessità funzionali dell’uomo primitivo non riguardavano le abilità interpersonali o la sensibilità ai bisogni emotivi altrui. In qualità di procacciatori di cibo, gli uomini preistorici avevano bisogno di orientarsi sulle grandi distanze, affinare l’abilità di colpire i bersagli ed elaborare tecniche di caccia. Le donne invece hanno dovuto sviluppare una capacità sensoriale più sottile, legata alla necessità di comprendere i bisogni della prole e di intuire se un animale in avvicinamento fosse pericoloso o innocuo.
La sensibilità degli uomini verso il dolore o la malattia appare meno evidente rispetto a quella femminili non perché il maschio sia di per sé insensibile, ma piuttosto perché da un punto di vista strettamente biologico i sensi maschili sono stati attenuati rispetto a quelli femminili. Uomini e donne hanno sviluppato a livello cerebrale aree specifiche, destinate ad attività diverse.

Per questo motivo una donna è più sensibile ai problemi legati alla salute, stato d’animo e benessere, mentre per un uomo è più naturale non prestare attenzione a segnali impercettibili legati alla sfera psichica. Fortunatamente accanto alla biologia esiste anche la cultura che può gradualmente modificare l’eredità “genetica” e introdurre nuovi atteggiamenti e nuovi modi di guardarci intorno e di considerare il nostro corpo e la nostra mente. La rinnovata attenzione di riviste e siti Internet dedicati alla salute e al benessere nell’universo maschile ne sono un esempio. Non si tratta di voler “cambiare” la natura di un uomo, ma di “attivare” doti e aspetti rimasti silenti nel corso dei secoli, partendo dalla salute.

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