Parola d’ordine prevenzione: in ogni fase della vita dell’uomo, ma in particolare dopo i 40 anni, è fondamentale – si dovrebbe dire obbligatorio – eseguire dei check up periodici, con visite specialistiche ed esami di laboratorio finalizzati all’individuazione precoce di patologie o alterazioni particolari. Vediamo quali e perché.

Dalla prostata al cuore, dalla tiroide agli occhi, dal testicolo all’osso, un semplice screening può salvarci la vita o, semplicemente, metterci al riparo da fastidiosi disturbi negli anni successivi.

Fermo restando che un’alimentazione sana – povera di grassi animali e con un consumo elevato di frutta e verdura – oltre a una regolare attività fisica, restano i capisaldi della prevenzione, bisogna specificare che in presenza di particolari fattori di rischio si rendono necessari controlli più approfonditi.

Ad esempio i forti fumatori – a parte la raccomandazione di interrompere un’abitudine tanto nociva, per sé e per gli altri – dovrebbero sottoporsi ogni anno a un esame spirometrico, e a una Tac spirale polmonare ogni due. Gli studi dicono che l’80% dei tumori al polmone scoperti in fase iniziale hanno percentuali di sopravvivenza del 70% dopo 5 anni.

Vediamo quali sono gli esami di routine consigliati dopo la fatidica soglia degli “anta” agli uomini sani senza comportamenti o stili di vita particolarmente a rischio.

Visita urologica-andrologica

Con 40.000 nuovi casi e 7.000 morti ogni anno, il cancro della prostata è il tumore più frequente negli uomini, ma con elevatissime percentuali di guarigione se diagnosticato in tempo. Per un’efficace prevenzione, ai non più giovanissimi è dunque altamente raccomandato effettuare annualmente:

  • una visita clinica con esplorazione rettale
  • il dosaggio del PSA e, nel caso,
  • un’ecografia trans rettale.

Colesterolo

Il problema del colesterolo alto (si parla di ipercolesterolemia oltre i 240 mg/dl) interessa quasi il 40% della popolazione. È il principale responsabile della formazione delle placche aterosclerotiche sulle pareti delle arterie, a loro volta causa di infarto e ictus. Più del suo valore totale nel sangue, conta tenerne sotto controllo la frazione “cattiva” – l’LDL – i cui livelli dovrebbero essere inferiori a 100 mg/dl.

L’alimentazione è naturalmente importante, ma ha un “peso specifico” non superiore al 30%. Per il restante 70% il colesterolo viene prodotto dal nostro fegato a causa di fattori erditari. Perciò, quando la dieta non è sufficiente a mantenere i livelli corretti, diventa consigliabile ricorrere a specifici farmaci ed integratori: quelli di ultima generazione sono particolarmente efficaci perché, oltre a limitare l’assorbimento del colesterolo, agiscono anche sui meccanismi di sintesi e ossidazione.

Pressione arteriosa

L’ipertensione arteriosa (superiore a 140/90 mmHg) è uno dei principali fattori di rischio per quanto riguarda le malattie cardiovascolari, ma non dà sintomi.
L’unico modo per scoprire il problema è effettuare una misurazione della pressione arteriosa almeno una volta l’anno, superati i 40 anni. I valori ottimali sono considerati quelli non superiori a 120/80 mmHg, e mantenere la pressione sanguigna entro questi limiti consente di proteggere la funzione delle arterie e del cuore.

Elettrocardiogramma

Lo stato di salute del cuore deve essere controllato almeno una volta dopo i 40 anni, o secondo la frequenza consigliata dal medico, tramite elettrocardiogramma. Un esame prezioso per fornire informazioni relative all’attività cardiaca, che vengono riprodotte graficamente. Eseguito a riposo o sotto sforzo, può evidenziare malattie coronariche, aritmie, o altre alterazioni del ritmo cardiaco. Spesso in associazione all’ECG viene eseguito anche un ecocardiogramma, per visualizzare l’anatomia del muscolo cardiaco.

Funzionalità tiroide

Le malattie della tiroide come l’ipotiroidismo colpiscono prevalentemente le donne (rapporto 10:1 con gli uomini), ma in alcuni casi, come per il tumore tiroideo, le differenze tra i due sessi sono inferiori (4:1).

Tra l’altro la funzione sessuale maschile è strettamente legata al buon funzionamento della tiroide: una sua disfunzione potrebbe ad esempio essere segnalata da un sensibile calo della libido.

Superati i 40 anni è opportuno dunque controllare la funzionalità della ghiandola con un dosaggio del TSH, insieme a una visita specialistica ed eventualmente ad una ecografia del collo rivolte a individuare l’eventuale presenza di noduli tiroidei.

Glicemia

Il diabete di tipo 2 colpisce soprattutto dopo i 40-50 anni, a causa di un’alterazione della quantità o del funzionamento dell’insulina, che porta a un aumento dei livelli di glucosio nel sangue (iperglicemia). Tramite esami del sangue o appositi test di autocontrollo venduti in farmacia, è possibile verificare i propri livelli di glicemia (è sufficiente ogni 2 anni), che dovrebbero essere compresi tra 70 e 110 mg/100 ml.

Controllo nei  

I nei (o più correttamente nevi) sono formazioni della pelle per la maggior parte benigne, ma talvolta possono indicare la presenza di un tumore cutaneo potenzialmente pericoloso come il melanoma.

Buona norma effettuare l’autovalutazione allo specchio, per individuare l’eventuale comparsa di nuovi nei o cambiamenti di aspetto di quelli già presenti. Una visita annuale di controllo dal dermatologo è in ogni caso consigliabile dopo i 40 anni.

Visita oculistica

La comparsa di alcuni difetti visivi, come la presbiopia, sono strettamente legati all’avanzare dell’età e vanno considerati inevitabili, ma uno specialista può aiutare a correggerli nel migliore dei modi. L’oftalmologo è anche in grado di accertare la presenza di patologie come la cataratta o la degenerazione maculare senile, perciò per gli over 40 sarebbe opportuno effettuare una visita almeno ogni 2 anni, per controllare la buona funzionalità delle diverse strutture interne dell’occhio.

Visita andrologica

Il testicolo è un organo fondamentale per la fertilità maschile ma anche per la produzione di ormoni che controllano la funzione sessuale e la salute generale. L’andrologo è in grado di valutare la presenza di alterazioni ormonali di natura testicolare che possono indurre o favorire patologie come la disfunzione erettile, i disturbi dell’eiaculazione, il diabete, l’obesità, l’osteoporosi ed un invecchiamento precoce. Tale condizione può essere facilmente diagnosticata mediante una visita, un prelievo di sangue ed in caso attraverso un’ecografia testicolare e, se presente, può essere corretta con una terapia sostitutiva.

Densitometria ossea

L’osteoporosi è un fenomeno molto diffuso ma poco studiato nel maschio. In Italia circa un milione di uomini soffre di questo problema che porta a fragilità ossea e ad un elevato rischio di fratture. Il principale fattore di rischio è costituito dall’avanzare dell’età ma vi sono altre condizioni in grado di indurre osteoporosi anche in soggetti giovani come ad esempio: terapia con cortisone, bassi livelli di testosterone, scarsa assunzione di calcio e vitamina D con la dieta, fumo di sigaretta e artrite reumatoide. L’esecuzione di una densitometria ossea dopo i 40 anni di età, consente non solo di conoscere lo stato del proprio osso al fine di programmare i futuri controlli ma anche di intervenire tempestivamente con una modificazione degli stili di vita o con una terapia medica qualora la patologia sia già in atto.

 

Ultimo aggiornamento 26/05/2016