Per i pazienti che soffrono di disfunzione erettile (DE) a tutt’oggi i farmaci della famiglia dei cosiddetti inibitori delle fosfodiesterasi (PDE5) restano una, se non l’unica, opzione di trattamento. I farmaci sono efficaci in un’alta percentuale dei casi, particolarmente ove vi sia un problema di ridotto circolo sanguigno, ma richiedono la somministrazione ogni qualvolta si desideri avere un rapporto o comunque continuativa, e possono accompagnarsi ad importanti effetti collaterali. Hanno una durata di azione limitata e tendono con gli anni a perdere di efficacia perché nel frattempo non curano la patologia vascolare del paziente ma si limitano a potenziare il flusso sanguigno all’interno del pene.

Alcuni pazienti che soffrono di DE, inoltre, non possono ricorrere a queste terapie per altri problemi di salute e infine si calcola che circa il 50 % dei pazienti statisticamente tende ad abbandonare la terapia nel giro di un paio di anni, rinunciando alla propria qualità di vita sessuale.

Va segnalato che oltre agli inibitori delle PDE5, esistono le Prostaglandine, che rappresentano un presidio terapeutico molto efficace nei casi di mancata risposta alla terapia orale, per quanto richiedano una inoculazione intra-uretrale o una iniezione intra-cavernosa del farmaco.

La tecnologia moderna viene in aiuto con l’introduzione delle onde d’urto, da anni già utilizzate in differenti campi medici: dall’ortopedia alla neurologia per malattie neuro-muscolari, all’urologia per il trattamento dei calcoli urinari. Alcuni scienziati hanno approfondito l’uso di questa tecnologia nei pazienti che hanno subito un infarto cardiaco, nei quali si vuole stimolare la rigenerazione dei vasi e, di conseguenza anche del tessuto cardiaco circostante. Le onde d’urto a bassa intensità sono in grado infatti di indurre fenomeni di neo-angiogenesi, ossia di rigenerazione di nuovi vasi sanguigni a livello dei tessuti.

La stessa tecnologia viene attualmente applicata localmente a livello del pene nel trattamento della disfunzione erettile. L’insufficiente apporto di sangue ai corpi cavernosi che producono l’erezione del pene è una delle cause più frequenti di disfunzione erettile e aumenta con l’età. Questa tecnologia è semplice, indolore e porta ad un successo duraturo (oltre due anni nel 70% dei casi) nel trattamento del deficit erettile, permettendo al paziente anche di non ricorrere ai farmaci della famiglia degli inibitori delle fosfodiesterasi. Risulta particolarmente utile in quei casi ove i trattamenti farmacologici siano sconsigliati o si siano rivelati poco efficaci.

Recenti evidenze scientifiche indicano che questa tecnologia possa essere impiegata con successo anche nel trattamento dell’Induratio penis plastica (m.Peyronie), associata a incurvamento penieno, una patologia piuttosto frequente nella fascia di età sopra i 50 anni, ma spesso poco diagnosticata e, di conseguenza, non trattata, per l’imbarazzo del paziente a segnalare il problema al medico di fiducia ma che, può influenzare molto negativamente la qualità della vita sessuale.

Trattandosi ancora di dati preliminari – e il trattamento sembra essere efficace solo in una sottopopolazione di soggetti con DE – studi più ampi serviranno per confermare i risultati incoraggianti che sono emersi fino ad ora.

 

Bibliografia

  • Ther Adv Urol.2013 Apr;5(2):95-9 Shockwave treatment of erectile dysfunction. Gruenwald I1, Appel B, Kitrey ND, Vardi Y.
  • Can J Urol. 2015 Feb;22(1):7614-22.Low intensity extracorporeal shockwave therapy for erectile dysfunction: a study in an Indian population. Srini VS1, Reddy RK, Shultz T, Denes B.
  • Int J Urol. 2014 Oct;21(10):1041-5. doi: 10.1111/iju.12506. Epub 2014 Jun 17.Extracorporeal shockwave therapy in the treatment of erectile dysfunction: a prospective, randomized, double-blinded, placebo controlled study. Yee CH1,Chan ES, Hou SS, Ng CF.
  • Scand J Urol. 2014 Dec 3:1-5. [Epub ahead of print] Can low-intensity extracorporeal shockwave therapy improve erectile dysfunction? A prospective, randomized, double-blind, placebo-controlled study. Olsen AB1, Persiani M, Boie S,Hanna M, Lund L.