Come si valuta la fertilità (o eventuale infertilità) maschile? Quali sono gli esami a cui sottoporsi? Come funzionano? Con l’aiuto del Dott. Umberto Valente, Specialista in Endocrinologia e Malattie del Ricambio (Dipartimento di Andrologia e Medicina della Riproduzione Azienda Ospedaliera Università di Padova), rispondiamo ai quesiti più frequenti che i lettori ci rivolgono. Oggi ci concentriamo sullo spermiogramma, l’esame diagnostico per valutare la fertilità maschile.

In cosa consiste e cosa misura esattamente? E’ sempre necessario in una coppia che si affaccia alla PMA? E ancora, in che arco temporale deve essere eseguito e su quanti campioni? Inoltre, poiché gli spermatozoi sono molto sensibili alla temperatura, anche questo fattore gioca un ruolo importante in questo esame. Se la raccolta dello sperma avviene a casa, il campione dovrà essere mantenuto ad una temperatura di 37°C (la temperatura corporea) tenendolo vicino al proprio corpo durante il trasporto. Non dovrà essere lasciato a temperatura ambiente per un periodo prolungato, né dovrà essere refrigerato. Spesso ci si domanda quanto sperma va raccolto, e non è aspetto di poco conto, vista la “particolarità” di questo esame.

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Una nota importante in  merito: da quando è stata abolita la visita di leva, e di conseguenza è venuta meno l’opportunità di effettuare un controllo con il medico militare, gli uomini hanno perso una figura di riferimento per quanto concerne la loro salute “andrologica”. Sarebbe opportuno “educare” i maschi, così come ben sanno le donne, a eseguire un controllo in giovane età, poiché l’impatto di eventuali patologie nell’uomo è sicuramente differente se diagnosticato precocemente. Il dialogo con l’Andrologo è pertanto fondamentale fin da giovanissimi.

Ultimo aggiornamento 22 / 03 / 2017