La cistite non è una patologia che riguarda solo le donne, infatti seppur con minore incidenza nel sesso maschile, colpisce anche gli uomini nei quali è spesso associata ad altre patologie tipicamente maschili, tra le più frequenti la prostatite e l’ipertrofia prostatica.

La cistite è un’infiammazione della parete interna della vescica ossia l’organo deputato alla raccolta delle urine prodotte dal rene.

Dei casi di cistite registrati in Italia il 90% riguarda le donne mentre il restante 10% è attribuibile al sesso maschile. Questa minore predisposizione degli uomini alla cistite è dovuta principalmente alle differenze tra maschi e femmine nella struttura anatomica dell’apparato urogenitale. Mentre nelle donne il canale che collega la vescica con l’esterno, ossia l’uretra, è molto breve e rende possibile ai batteri fecali provenienti dalla vicina zona anale di “risalire” facilmente il canale e infettare la vescica, negli uomini questo canale (uretra) è più lungo e ciò impedisce la penetrazione dei batteri, riducendo così l’incidenza di cistiti batteriche rispetto alle donne.

Le cause della cistite maschile sono, quindi, molto diverse da quelle della cistite femminile. Questa patologia nella maggior parte degli uomini non è isolata ma è spesso associata a malattie della prostata, una ghiandola a forma di castagna che si trova al di sotto della vescica e abbraccia come un manicotto l’uretra; essa ha il compito di produrre il liquido seminale ossia il fluido che trasporta e nutre gli spermatozoi durante l’eiaculazione.

In particolare negli uomini dopo i 50 anni di età la prostata tende ad ingrossarsi (Ipertrofia Prostatica Benigna) eterminando l’ostruzione dell’uretra e una pressione sulla vescica che sono causa di difficoltà nell’urinare. Il ristagno dell’urina, a causa del mancato svuotamento della vescica, favorisce la crescita di batteri che infettano le pareti interne dell’organo causando la cistite. Negli uomini al di sopra dei 50 anni i sintomi della cistite potrebbero quindi essere il campanello d’allarme di una patologia come l’ipertrofia che va diagnosticata e curata sotto il necessario controllo dell’urologo.

In età giovanile (tra i 20 e 40 anni) invece la cistite maschile è più frequentemente associata alla prostatite, ossia l’infiammazione della prostata. Questa può insorgere a causa di scorretti stili di vita come: un’alimentazione troppo speziata o eccessi di alcol, lunghi viaggi, o semplicemente il trattenimento della minzione. La cistite si manifesta con gli stessi sintomi della prostatite e questo a volte rende difficile individuare l’infezione che viene spesso trascurata.

Oltre ai problemi alla prostata esistono anche altre cause della cistite maschile, come:

  • l’utilizzo del catetere;
  • la presenza di calcoli o tumori della vescica;
  • infezioni batteriche;
  • traumi che interessano le zone intorno ai genitali dati dall’utilizzo di jeans attillati, dalla pratica di sport quali ippica e ciclismo o da rapporti sessuali intensi;
  • il diabete in quanto il glucosio nelle urine favorisce la crescita dei batteri.

Nonostante vi siano delle profonde differenze nelle cause della cistite nei due sessi, i sintomi di questa patologia sono del tutto simili sia negli uomini che nelle donne. La cistite si manifesta classicamente con:

  • dolore e bruciore alla minzione;
  • tracce di sangue nell’urina;
  • sensazioni di peso alla vescica;
  • difficoltà ad urinare;
  • urine torbide e maleodoranti;
  • continuo stimolo ad urinare (pollachiuria),
  • sensazione di incompleto svuotamento della vescica.

In presenza di questi sintomi è bene quindi rivolgersi al medico anche per escludere, come già detto, eventuali patologie concomitanti più serie. Di solito per poter fare una diagnosi di cistite è necessaria l’analisi chimico-fisica delle urine e una urinocoltura, esame che serve per rilevare eventuali colonie batteriche in eccesso. Nel caso vengano riscontrate concentrazioni anomale di batteri si passa all’antibiogramma, ossia test in vitro per decidere l’antibiotico più appropriato contro la colonia batterica in questione.

La terapia per la cistite prevede l’utilizzo di antibiotici per bloccare l’infezione batterica. Gli esperti oggi concordano sul fatto che gli antibiotici vanno utilizzati con moderazione per evitare il rischio dello sviluppo di batteri resistenti che rendono inefficace l’antibiotico sulla patologia. Di grande importanza a questo proposito sono le cure con prodotti in grado di prevenire l’infezione batterica per mezzo della ricostruzione della barriera di protezione della parete vescicale. Gli integratori a base di acido ialuronico e condroitin solfato appartengono a tale categoria e vengono impiegati infatti nella cura di cistiti acute, ricorrenti e il dolore pelvico cronico, ma anche dei danni causati dalle terapie oncologiche. Esistono oggi capsule molli dette softgels che combinano l’azione ripartiva dell’acido ialuronico e del condroitin solfato con l’attività antinfiammatoria di sostanze naturali come quercitina e curcumina offrendo così un’azione completa contro la cistite e prevenendo la sua ricomparsa.

 

Ultimo aggiornamento: 04/07/2016